Danza: il covid -19 non ferma Oriente Occidente festival, al via 40 edizione 

Pubblicato da in data 24 Luglio 2020

Danza, la 40ª edizione di 'Oriente Occidente Festival' riparte da Cunningham

Riparte a Rovereto la 40 edizione di Oriente Occidente Dance Festival con un omaggio a Merce Cunningham

Pubblicato il: 25/07/2020 18:22

Come siamo cambiati in questo tempo di isolamento? Qual è oggi la nostra visione sul corpo? Cosa ci hanno fatto l’assenza di contatto fisico, la paura del contagio, l’incertezza diffusa sul futuro, le contraddizioni delle tecnologie, la fragilità che ha invaso il mondo? Siamo oggi più consapevoli della nostra finitezza? Quali pratiche per sopravvivere? Oriente Occidente Dance Festival, storica manifestazione nata a Rovereto, celebra i suoi 40 anni in modo diverso da come lo aveva previsto. Senza tradire la sua identità, non si allontana dai grandi temi che caratterizzano il contemporaneo.

Si interroga sul momento attuale, coinvolgendo artisti, intellettuali e pubblico in una riflessione che si sintetizza nel binomio corpo politico/corpo poetico. Per far fronte al propagarsi della pandemia abbiamo tutti assunto comportamenti responsabili che ci hanno portato a modificare le nostre abitudini quotidiane, il nostro modo di lavorare, di relazionarci con l’altro. Così è stato per il Festival.

“Tutti i protocolli saranno rispettati sia per le compagnie che per lo staff – conferma una nota della manifestazione – gli spettacoli saranno spesso replicati due volte per permettere a un maggior numero di spettatori di partecipare nonostante le regole di distanziamento fisico. Così è stato anche per gli artisti ospiti che hanno modificato e adattato le loro proposte, inserendole nella “polis distanziata”, dove il gesto poetico si fa politico: di presenza, di esistenza, di protezione. Ma, nonostante tutto, di relazione tra i corpi.

Una serata omaggio costruita appositamente per Oriente Occidente 2020 | 40 al Teatro Zandonai e un site specific programmato per le vie del centro di Rovereto. Sarà un omaggio al grande Merce Cunningham il rito che celebrerà i 40 anni del Festival. Esiste infatti un prima e un dopo Merce Cunningham, nella danza contemporanea. Si tratta probabilmente del coreografo più influente del ventesimo secolo, colui che ha rivoluzionato il modo di guardare al palco, trasformandolo in uno spazio democratico ed esplorando con il compagno di vita e di arte John Cage, la distanza tra musica e movimento, pur nella contemporaneità del loro esistere sulla scena.

A Rovereto Cunningham e Cage sono stati protagonisti in diverse edizioni del Festival e Oriente Occidente vuole celebrare i suoi 40 anni dando spazio ad un evento andato in scena una sola volta, contemporaneamente a Londra, New York e Los Angeles il 16 aprile 2019, il giorno del suo centesimo compleanno. Arriva quindi a Rovereto ‘Cunningham Centennial Solos: Oriente Occidente Dance Festival’ (Teatro Zandonai, venerdì 11 e sabato 12 settembre, ore 20.30) messo in scena da Daniel Squire, danzatore della compagnia di Cunningham, e realizzata grazie al Merce Cunningham Trust, e Cunningham Centennial Solos: Oriente Occidente Dance Festival-site specific (centro storico, giovedì 10 settembre ore 17 e ore 18, sabato 12 settembre ore 11.30 e 12.30), una performance pensata appositamente per gli spazi cittadini dove i danzatori si esibiranno open air.

A celebrare i 40 anni di Festival anche una mostra fotografica, allestita in due diversi spazi della città e curata da due fotografi che hanno seguito la vita del Festival e immortalato i momenti più significativi. Attraverso gli scatti di Paolo Aldi, nel capitolo dal titolo Radici, vistabile dal 28 agosto al 12 settembre negli spazi di Palazzo Balista, un personale esercizio di memoria del fotografo ripercorre i primi 20 anni di Oriente Occidente soprattutto nel suo rapporto con la città di Rovereto. Il secondo capitolo – Ricordi – sarà invece affidato agli scatti di Fulvio Fiorini, che insieme a materiale di archivio e due programmi televisivi che hanno contribuito a far conosce Oriente Occidente nel panorama nazionale, costruiranno un vero e proprio cassetto dei ricordi che la comunità potrà riaprire dal 28 agosto al 4 ottobre al Museo della Città.

Sarà il debutto mondiale di Centaur di Pontus Lidberg con il suo Danish Dance Theatre, una co-produzione del Festival con il parigino Théâtre de Chaillot, ad aprire la quarantesima edizione di Oriente Occidente (Teatro Zandonai, 3 settembre, ore 20.30). Sperimentatore, attento osservatore delle trasformazioni delle società, oltre che appassionato di tecnologia e delle sue relazioni con gli esseri umani, Lidberg unisce nelle sue composizioni realismo e astrazione. Il titolo arriva ancora dalla mitologia greca, Centaur (Centauro), la figura mezzo uomo mezzo cavallo che oggigiorno è per il coreografo una nuova creatura metà uomo e metà macchina.

Affiancato dall’artista esperta di Intelligenza Artificiale Cecilie Waagner-Falkenstrøm e dal compositore elettronico giapponese Ryoji Ikeda, Lidberg porta in scena per la prima volta, come partner dei suoi danzatori, David, l’Intelligenza Artificiale che li guiderà nella costruzione della performance. Sembra il manifesto di questa quarantesima edizione il lavoro in prima nazionale del corografo catalano Marcos Morau, artista associato al Festival per il 2020, già vincitore del Premio Danza&Danza per il Miglior Spettacolo Contemporaneo nel 2018 con una co-produzione Oriente Occidente che aveva debuttato proprio a Rovereto, Pasionaria. Il suo nuovissimo Sonoma racconta la voragine della caduta e l’urlo che ne deriva per la sopravvivenza, un urlo che si fa primitivo. Dall’unione delle parole soma e sonum, Morau deriva il titolo per ricordare attraverso il ‘suono del corpo’ che siamo ancora vivi e, soprattutto, svegli.

Si misurano invece con la dimensione in ‘a solo’, pratica più facilmente sostenibile di questi tempi, la compagnia Mal Pelo di Pep Ramis e Maria Muñoz e Arkadi Zaides. In The Mountain, the Truth & the Paradise (Teatro Zandonai, 9 settembre, ore 20.30) Ramis offre un tuffo nel presente attraverso un personalissimo sguardo, a tratti divertente, a tratti tragico, sull’uomo e il mondo che lo circonda, mentre Zaides torna dopo cinque anni a Rovereto con Talos (Teatro alla Cartiera, 5 settembre, ore 20.30) una conferenza spettacolo che prende il nome del progetto di ricerca – rimasto per ora ancora un esperimento – per lo sviluppo di un sistema informatico avanzato per il monitoraggio dei confini territoriali con misure di sorveglianza e controllo contro l’immigrazione clandestina con robot semi-autonomi a supporto delle guardie di frontiera.

Sono molti gli artisti italiani che, riemersi dal periodo di isolamento durante il quale il contatto si limitava alle videochiamate o alla solidarietà “da balcone”, in sala prove e con l’obbligo di stare distanti, si sono concentrati sulla ricerca della relazione tra i corpi. Di questa dimensione parlano i lavori degli artisti italiani ospiti e co-prodotti dal Festival. Genealogia_time specific di Luna Cenere alla Campana dei Caduti (5 e 6 settembre, ore 19), Pastorale, di Daniele Ninarello, una danza minimalista di corpi entropici che non si sfiorano mai, ma si “accordano” tra di loro (Campana dei Caduti, 9 e 10 settembre, ore 19), Echoes danze trasparenti di Cristina Kristal Rizzo nel giardino delle sculture del Mart sull’azione del “toccare metaforico”(Mart, 8 settembre, ore 19).

Ed ancora in cartellone Hyenas di Abbondanza/Bertoni con lo svelamento del doppio (Teatro alla Cartiera, 12 settembre, ore 20.30), la compagnia CIE MF/Maxime & Francesco attraverso il concetto di gravità e peso in C’est pas grave (Teatro alla Cartiera, 10 settembre ore 20.30), le danze solitarie in un “canto collettivo” caratterizzato da barriere di plexiglas nel Museo antropologico del danzatore pensato da Michela Lucenti per il suo Balletto Civile che si potrà visitare per le strade di Rovereto (3 e 4 settembre) e Trento (5 settembre).

Da alcuni anni Oriente Occidente Dance Festival porta la danza in città, per le strade, nelle piazze, negli spazi museali, portando la performance dal vivo ancora più vicina al pubblico, uscendo dal tradizionale spazio teatrale. Anche nell’edizione 2020 la danza di Oriente Occidente attraversa le strade della città. Succederà con Perspectiva. Vedere attraverso del collettivo Azioni Fuori Posto che ispirato dalla socialità “da balcone” del recente isolamento, realizza per Oriente Occidente un progetto site specific in cui i performer si esibiscono nei cortili dei palazzi dei quartieri della città mentre il pubblico li può seguire dalle finestre (Brione, Lizzana, San Giorgio e Borgo Sacco, 7 e 8 settembre, ore 18 e ore 19; 9 settembre, ore 18.30).

Succederà ancora una volta a Progetto Manifattura, con due eccellenze del circo contemporaneo per far assaporare a tutta la famiglia la magia acrobatica. I gfrancesi Cirque Entre Nous (Progetto Manifattura, 6 settembre, ore 18 e ore 22), maestri del palo cinese, e gli italianissimi Sonics (Progetto Manifattura, 11 settembre ore 21). Succederà nelle sale del Mart con il progetto di Matteo Levaggi con l’artista visivo Umberto Chiodi che, attraverso la danza degli interpreti di Padova Danza, la compagnia diretta da Gabriella Furlan Malvezzi, creeranno, in prima assoluta, un’installazione danzata di corpi e oggetti sonori (‘Over the rainbow’).

Sempre al Mart anche Nobody Nobody Nobody, il progetto residenziale di Daniele Ninarello in prova tra le sale del museo, che i visitatori potranno “incontrare” tra le opere d’arte.

Uno spazio scenico costituito da una piattaforma circolare, circondata da 14 cabine vetrate individuali che ospiteranno 14 spettatori. Il peep show è nato nel 1437 ed è per eccellenza il posto dello sguardo voyeristico, il luogo dove si guarda, nascosti nella propria cabina, attraverso il buco della serratura. Negli anni ’20 del ‘900 utilizzato come luogo di giochi di seduzione e sensualità in atmosfere di velluto, il Peep Show ha oggi un’altra occasione. Antonio Viganò e il suo Teatro La Ribalta hanno deciso infatti di farne lo spazio scenico adeguato al momento che stiamo attraversando, garantendo così il distanziamento fisico, senza perdere l’unicità dello spettacolo dal vivo né rinunciare alla socialità.

Nasce in questo spazio la Cenerentola del Teatro La Ribalta, scritta e diretta da Antonio Viganò e Paolo Grossi, con le coreografie di Michela Lucenti (Un peep show per Cenerentola, Peep Show – Piazza del Mart, giovedì 3 e venerdì 4 settembre, ore 20 e ore 21.30).

Il peep show di Viganò sarà allestito nella piazza del Mart per l’intera durata del Festival e ospiterà una serie di lavori che definibili “time specific”, oltre che “site specific”, ovvero adattati allo spazio e nati per questo preciso tempo. Si tratta di soli e duetti per 14 spettatori alla volta, uno in ogni cabina. Si esibiranno nel Peep Show la compagnia Ivona (Pablo Girolami), Balletto Civile (Michela Lucenti), Natiscalzi Dt (Tommaso Monza), Cie Mf (Francesco Colaleo e Maxime Freixas), Lucrezia Gabrieli e Sofia Magnani, compagnia Naturalis Labor (Michal Mualem, Luciano Padovani, Jorge Jakas), Valentina Dal Mas.

Nel contesto attuale, con la pandemia che ci ha dimostrato la fragilità dei nostri corpi, prosegue con sempre maggior convinzione il percorso intrapreso da qualche anno dal Festival sulla danza e disabilità. In un momento in cui minoranze spesso inascoltate – e anche in questo contesto invisibili – si stanno unendo per essere riconosciute, in scena a Oriente Occidente, Gravity (and other attractions) del gruppo a partecipazione europea Un-Label (Teatro alla Cartiera, 8 settembre, ore 18 e ore 20.30) punto di arrivo del progetto ImPArt, finanziato dalla comunità europea.

In tema di accessibilità, Oriente Occidente supera le barriere architettoniche e culturali e desidera essere un Festival aperto a più pubblici. Per questo tutte le strutture del Festival sono accessibili. I teatri hanno posti riservati per persone con mobilità ridotta e in carrozzina, accesso in autonomia al foyer di entrata, alla platea e ai bagni, parcheggi riservati nelle immediate vicinanze.

Continua inoltre il progetto iniziato lo scorso anno con Ens di Trento per l’accessibilità ad alcuni spettacoli a un pubblico di persone sorde grazie all’utilizzo dei Subpac, particolari dispositivi nati per esperienze di realtà virtuale che si indossano come zaini e che vibrano al ritmo della musica, permettendo la percezione sonora attraverso il tatto, forniti a oriente Occidente da Virtual Gaming di Rovereto.

Come di consueto, completano il ricco programma di Oriente Occidente 2020 | 40 un’ampia proposta di conferenze e incontri nella sezione Linguaggi, che con un’attenzione imprescindibile a ciò che sta accadendo nel mondo, è dedicata interamente alle conseguenze della pandemia dal punto di vista sociale, economico, geopolitico. Anche grazie alla collaborazione con la Libreria Arcadia di Rovereto e la rivista Limes, saranno a Rovereto Ezio Mauro, Barbara Serra, Lucio Caracciolo, Federico Petroni, Giorgio Cuscito, Fabrice Olivier Dubosc, Leonardo Caffo, Adam Benjamin, Fabrizio Maronta.

L’immagine scelta per l’edizione 2020 di Oriente Occidente Dance Festival unisce l’omaggio a Merce Cunningham come celebrazione del quarantennale – attraverso una foto di un danzatore immortalato in un gesto iconico del grande coreografo – a una scelta grafica e cromatica legata alla contemporaneità. In particolare i cinque cerchi colorati e trasparenti sono rappresentazione del desiderio di avvicinare e intersecare gli spazi di relazione tra noi e l’altro in un tempo caratterizzato dall’isolamento.

Dal punto di vista grafico il cerchio è da sempre rappresentativo del Festival e mette l’accento sugli elementi più importanti del lettering ma è anche un gioco di profondità con la figura del danzatore, un elemento di variazione e movimento tra i diversi materiali di comunicazione. Oriente Occidente rappresenta da più di 40 anni un punto fermo nel panorama della danza contemporanea internazionale, oltre che un pilastro della vita culturale di Rovereto e della Provincia di Trento. Per raggiungere questi traguardi è stato necessario il sostegno delle istituzioni, degli sponsor, delle imprese, del pubblico che ci hanno accompagnato anche nei momenti più difficili.

Per tutti questi motivi Oriente Occidente appartiene alla comunità e alla comunità si riferisce. Quest’anno la policy di biglietteria sarà molto semplificata e con prezzi decisamente più economici rispetto al solito perché anche in un anno complesso come quello che stiamo tutti attraversando la cultura possa essere un bene comune. Allo stesso tempo – a chi vorrà e potrà – Oriente Occidente propone di sostenere il Festival, offrendo alcune possibilità per farlo. Sarà possibile donare anche solo un euro all’acquisto di ogni biglietto online, oppure sostenere il Festival grazie ad Artbonus.


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