Coronavirus ‘diviso’ dai patogeni dei pipistrelli 40-70 anni fa 

Pubblicato da in data 27 Luglio 2020

Coronavirus 'diviso' dai patogeni dei pipistrelli 40-70 anni fa

Pubblicato il: 28/07/2020 16:27

Mentre una missione dell’Organizzazione mondiale della sanità cercherà di fare piena luce sull’origine animale di Sars-Cov-2, si moltiplicano le ricerche sul nuovo coronavirus. Secondo un team della Pennsylvania State University, il virus causa di Covid-19 si sarebbe discostato dai patogeni dei pipistrelli a lui più strettamente correlati circa 40-70 anni fa, come riferisce uno studio su ‘Nature Microbiology’. I risultati suggeriscono che il lignaggio che ha dato origine a Sars-Cov-2 potrebbe essere circolato nei pipistrelli per decenni.

Comprendere la storia evolutiva di Sars-Cov-2 è difficile perché i coronavirus sono noti per ricombinarsi, e piccole sottoregioni genomiche del virus possono avere origini diverse. Il virus del pipistrello RaTg13 è stato identificato come quello più strettamente correlato a Sars-Cov-2, suggerendo che la pandemia di Covid-19 potrebbe aver avuto origine da un pipistrello.

Tuttavia, la ricerca ha anche identificato coronavirus simili nei pangolini (in particolare, un virus del pangolino campionato nel Guangdong nel 2019: Pangolin-2019), i ‘formichieri squamosi’ proposti da alcuni ricercatori come ospite intermedio. Il team di Maciej Boni ha analizzato la storia evolutiva di Sars-Cov-2 usando i dati genomici sui sarbecovirus (il sottogenere a cui appartiene il coronavirus di Covid-19). E i risultati sembrano ancora una volta scagionare i pangolini.

I ricercatori hanno impiegato tre approcci per identificare le regioni del virus che non erano state sottoposte a ricombinazione e che potevano essere utilizzate per ricostruire l’evoluzione del patogeno. Ebbene, tutti gli approcci suggeriscono che RaTg13 e Sars-Cov-2 condividono un unico lignaggio ancestrale e stimano che il secondo virus si sia differenziato geneticamente dai sarbecovirus di pipistrello rispettivamente nel 1948, 1969 e 1982.

Gli autori hanno anche esaminato il dominio di legame del recettore (Rbd) della proteina Spike, che gli consente di utilizzare il recettore Ace2 per entrare nelle cellule umane. Sebbene questo abbia dimostrato di essere geneticamente più simile ai virus del pangolino rispetto al RaTg13, gli autori hanno scoperto che la proteina Spike non ha mostrato tracce della ricombinazione che si verificano tra il lignaggio che porta al Sars-Cov-2 e altri sarbecovirus noti.

Sulla base di questa scoperta, propongono che questa proteina e il suo dominio di legame del recettore siano un tratto ancestrale del lignaggio che porta a Sars-Cov-2, RaTg13 e Pangolin-2019. Pertanto gli autori concludono che, sebbene Sars-Cov-2 e il virus del pangolino condividano un antenato comune, e sebbene i pangolini possano aver avuto un ruolo nella trasmissione all’uomo, “è improbabile” che questo mammifero “sia stato un ospite intermedio” del nuovo coronavirus.


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