Coronavirus: nel Lazio test a chi arriva in bus da Bulgaria, Romania e Ucraina 

Pubblicato da in data 27 Luglio 2020

Coronavirus: nel Lazio test a chi arriva in bus da Bulgaria, Romania e Ucraina

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 28/07/2020 19:22

Test sierologico, nei terminal di arrivo dei bus, per le persone provenienti da Bulgaria, Romania, Ucraina e, in caso di positività, il test molecolare con tampone nasofaringeo. Lo prevede l’ordinanza con nuove misure per fermare i contagi di importazione, firmata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. In caso di rilevazione della temperatura superiore a 37,5 gradi, i viaggiatori sono sottoposti al test molecolare, a cura delle aziende sanitarie con la collaborazione delle Uscar. Ne dà notizia l’unita di crisi Covid-19 della Regione Lazio.

Il provvedimento dispone, per le persone in arrivo nel Lazio e che nei quattordici giorni precedenti hanno soggiornato o transitato in Bulgaria e Romania, anche se asintomatiche, che siano sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni a casa o nella dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco.

L’ordinanza prevede inoltre che i vettori del trasporto di linea aereo, ferroviario o terrestre acquisiscano dai viaggiatori una specifica dichiarazione sostitutiva che attesti di non aver soggiornato o transitato nei quattordici giorni antecedenti nei Paesi indicati; di non aver avuto contatti stretti con persone affette da Covid-19 negli ultimi due giorni prima dell’insorgenza dei sintomi e fino a 14 giorni dopo l’insorgenza dei medesimi; l’indirizzo dell’abitazione o dimora dove verrà trascorso il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, nonché il riferimento telefonico, anche mobile, per ogni eventuale contatto da parte dell’autorità sanitaria.

Per quanto riguarda i vettori di trasporto su terra – prevede l’ordinanza -per i passeggeri provenienti dai territori di Bulgaria, Romania, Ucraina devono trasmettere la dichiarazione acquisita prima dell’imbarco, unitamente agli orari di arrivo dei mezzi e al numero dei passeggeri all’azienda sanitaria locale Roma 1, per consentire la programmazione delle attività di esecuzione dei test e il coordinamento e per assicurare la presa in carico della sorveglianza.

Viene predisposta la misurazione della temperatura corporea prima dell’imbarco, vietandolo in caso di stato febbrile superiore a 37,5 gradi e la misurazione della temperatura allo sbarco.

L’ordinanza della Regione Lazio che prevede un test sierologico nei terminal di arrivo dei bus, per le persone provenienti da Bulgaria, Romania, Ucraina e, in caso di positività, il test molecolare con tampone nasofaringeo “è ottima” e rappresenta “una prima, concreta, risposta alle nostre preoccupazioni circa l’esigenza di fare test a coloro che vengono da Paesi nei quali il virus in grande crescita. Così il direttore sanitario dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Francesco Vaia, commenta la firma dell’ordinanza, comunicata dall’Unita di crisi Covid-19 della Regione Lazio. “Ora ci attendiamo che vengano fatti a monte accordi perché cittadini positivi non vengano imbarcati negli aerei, nei porti e nelle stazioni di autobus”.


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