E’ morta Valentina Crepax, narratrice con la forza dirompente dell’ironia 

Pubblicato da in data 30 Luglio 2020

E' morta Valentina Crepax, narratrice con la forza dirompente dell'ironia

(Fotogramma)

Pubblicato il: 31/07/2020 10:52

La giornalista e scrittrice Valentina Crepax, autrice di libri di estrosa scrittura, narratrice con la forza dirompente dell’ironia, è morta ieri a Milano all’età di 68 anni dopo una lunga malattia. Oltre un anno fa, il 13 marzo 2019, era morto, all’età di 69 anni, suo marito, il giornalista Gigi Zazzeri. Valentina Crepax ha lasciato un libro postumo, che uscirà nel prossimo mese di settembre da Bompiani con il titolo “Io e l’asino mio. Storie di Crepax raccontate da Valentina”. Valentina Crepax era figlia del discografico Franco e nipote del fumettista Guido. Si divertiva a fare “l’altra Valentina”, definendosi “grassa e ridanciana” mentre quella disegnata dal celebre zio era oggetto di sogni erotici.

Nata a Milano, Valentina Crepax aveva cominciato a lavorare come giornalista di società e costume sui primi numeri della “Repubblica” e ha proseguito “scrivendo di donne, cose e uomini in molti altri luoghi”, come diceva di sè. Ha catalogato bizzarri esemplari specialmente maschili in libri come “Gli uomini: istruzioni per l’uso” (Mondadori, 1986) e “Tipi metropolitani” (Mondadori, 1988), entrambi illustrati con le tavole tavole in bianco nero a piena pagina di Guido Crepax.

“Nella felicità i Crepax sono ridanciani, vivissimi, brillanti, creativi, inarrestabili. Che si tratti di rivoltare un cappotto vecchio, affrontare una crisi familiare, comporre musica, disegnare fumetti (e che fumetti), generazione dopo generazione mostrano i tratti di una creatività istintiva che li rende perfetti personaggi da romanzo”, si legge nella presentazione dell’ultimo libro di Valentina Crepax di cui aveva rivisto le bozze. Quelle che racconta Valentina sono storie di vita reale e quotidiana, una raccolta di vicende più o meno travagliate ma sempre attraversate dall’ironia, con sullo sfondo la Milano degli anni ’50, dove risollevarsi è una sfida e immaginare il futuro un talento che i Crepax “spendono con amore e senza mai risparmiarsi”.


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