Strage Bologna, Crimi: “Possiamo solo chiedere scusa per non aver dato risposte” 

Pubblicato da in data 1 Agosto 2020

Strage Bologna, Crimi: Possiamo solo chiedere scusa per non aver dato risposte

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 02/08/2020 10:34

Stiamo lavorando per la verità, lo posso affermare con convinzione perché è l’intendimento di questo governo. Lo è stato dei governi precedenti e lo sarà dei successivi, ma è stato già detto e potremo dirlo anche l’anno prossimo. Questo non ferma il trascorrere del tempo che non porta definitive risposte, perciò ora le scuse sono e uniche parole che hanno una parvenza di decenza”. Così il viceministro dell’Interno, Vito Crimi in occasione del quarantesimo anniversario della stragedi Bologna.

“Al dolore delle famiglie si aggiunge quello della verità negata per quasi mezzo secolo, è una strage rimasta senza completa verità” aggiunge. “L’imperativo è fare presto – spiega – perché la verità emerga in superficie, fare presto perché non possiamo tollerare che chi ha già sofferto la perdita del proprio caro debba subire 40 anni di omissioni e depistaggi. si è arrivati a piegare le istituzioni pur di nascondere la verità”. “Quarant’anni pesano come un macigno e l’unica risposta da parte delle istituzioni sarebbe dovuta essere: ‘Ecco questa è la completa verità’, non avrebbe cancellato il dolore ma raccontato di uno stato vicino alle vittime e ai familiari”.

“Dinnanzi al dolore immutabile che non conosce l’oblio del tempo – ha aggiunto il viceministro Crimi – si può chiedere solo scusa per non avere ancora portato qui tutte le dovute e necessarie risposte”.

“Oggi è la giornata in parte delle scuse per 40 anni trascorsi senza una completa verità e anche la giornata in cui si riconosce l’impegno che c’è, c’è stato e che continuerà ad esserci per la ricerca di una verità completa perché questo è l’impegno che abbiamo”, ha detto poi CRimi dal cortile d’onore di palazzo D’Accursio. “Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte – aggiunge – mi riaffidato l’incarico di seguire il Comitato che sta osservando la completa attuazione della direttiva sulla declassifica degli atti. Abbiamo già attivato tutte le procedure per aumentare la capacità di quella direttiva rivedendo i criteri, superando le criticità che oggi sono state evidenziate anche da Bolognesi e cercando di ampliare anche a elementi che sono trasversali tra tutte le stragi per cercare quel filo conduttore, quel sottile filo che unisce tanti eventi delittuosi del nostro Paese”. “E’ su questo – assicura Crimi – che stiamo lavorando, anche il ministro Bonafede, sulla digitalizzazione degli atti giudiziari che consentono una completa conoscenza facile e accessibile il più possibile. Questi sono atti concreti ma ovviamente dopo quarant’anni oggi ai familiari dobbiamo davvero da parte di questo Stato chiedere scusa e andare avanti con rinnovato impegno”.


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