Coronavirus e buddismo: fra preghiera e donazioni 

Pubblicato da in data 7 Agosto 2020

Coronavirus e buddismo: fra preghiera e donazioni

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Pubblicato il: 08/08/2020 13:50

Preghiere, ma anche donazioni. In tempo di Covid, la comunità buddista in Italia è stata soggetta, come tutte le confessioni, a restrizioni e regole. Con la fine dell’emergenza e l’ingresso in una nuova fase, ecco quindi arrivare dal governo misure ad hoc per il contenimento durante le manifestazioni di culto.

Intanto però, rispondendo all’appello di Papa Francesco e di altri leader religiosi, il 14 maggio scorso l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha aderito alla giornata mondiale di preghiera per l’umanità per sconfiggere la pandemia in corso. “I fedeli della nostra confessione religiosa – hanno sottolineato in una lettera il presidente dell’IBISG Alberto Aprea e il Segretario Generale dei Ministri di culto Tamotsu Nakajima nel giorno della formalizzazione dell’adesione all’appello del Santo Padre – che già durante la loro pratica quotidiana pregano per la salvaguardia della vita di ogni singola persona, in Italia ed in tutto il mondo, si uniranno con la loro preghiera buddista alle fedi di tutto il mondo affinché l’epidemia in corso venga debellata al più presto e si ristabilisca la serenità economica e sociale. Il Maestro Daisaku Ikeda – spiegavano Aprea e Nakajima – sottolinea come tutto dipenda dalla forza della nostra fede e della nostra preghiera. Con questo spirito di agape fraterna possano le invocazioni di tutti produrre l’eco di un nuovo patto tra tutti gli esseri umani per un mondo salvo dalle epidemie e rinnovato nel desiderio di pace e giustizia”.

E all’aiuto spirituale per combattere la pandemia, si è poi aggiunto anche quello – materiale – delle donazioni. Già il 25 marzo scorso, infatti, Soka Gakkai ha deciso di devolvere in favore dell’emergenza Coronavirus l’intera somma dell’8xmille che riceverà dallo Stato per la prima volta il prossimo giugno. Ha inoltre deciso di destinare subito 500.000 euro alla Protezione Civile quale immediato contributo in questa prima fase di interventi, attingendo ai propri fondi.

LE MISURE AD HOC PER LA PREGHIERA NELL’ULTIMO DPCM – E’ l’allegato n° 5 del Dpcm varato ieri dal governo che contiene il ‘Protocollo con le Comunità Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh’, nato dall’esigenza di adottare misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2. Il Protocollo, si legge – nel rispetto del diritto alla libertà di culto, prescinde dall’esistenza di accordi bilaterali, contemperando l’esercizio della libertà religiosa con le esigenze di contenere l’epidemia in atto. Al fine di agevolare l’esercizio delle manifestazioni del culto, sono predisposte le seguenti misure:

Accesso ai luoghi di culto in occasione di funzioni religiose

1.34 È consentita ogni celebrazione di natura religiosa nel rispetto di tutte le norme precauzionali previste in tema di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso. In particolare i partecipanti sono tenuti ad indossare idonei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e devono mantenere le distanze interpersonali di almeno un metro.

1.35 Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’Ente individua il responsabile del luogo di culto al fine di stabilire la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto degli eventuali sistemi di aerazione disponibili e della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale e, comunque non superando le 200 unità.

1.36 Coloro che accedono ai luoghi di culto per la funzione religiosa sono tenuti a indossare mascherine.

1.37 L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi; ogni celebrazione dovrà svolgersi in tempi contenuti.

1.38 Alle autorità religiose o responsabili del luogo di culto è affidato il compito di individuare forme idonee di celebrazione dei riti allo scopo di garantire il distanziamento interpersonale, facendo rispettare tutte le prescrizioni di sicurezza.

1.39 L’accesso al luogo di culto, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione prevista superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle funzioni.

1.40 Per favorire un accesso ordinato, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.

1.41 Non è consentito accedere al luogo della funzione religiosa a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti. Parimenti, non è consentito l’accesso in caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,5° C.

1.42 Si dà indicazione, ove possibile e previsto dalle rispettive Comunità religiose, di svolgere le funzioni negli spazi esterni dei luoghi di culto, avendo cura che, alla conclusione, i partecipanti si allontanino rapidamente dall’area della funzione religiosa.

1.43 In relazione a particolari aspetti del culto che potrebbero implicare contatti ravvicinati, è affidata alle autorità religiose competenti la responsabilità di individuare le forme più idonee a mantenere le cautele necessarie ad escludere ogni rischio di contagio e di trasmissione del virus.

1.44 Le autorità religiose, i ministri di culto o i responsabili del luogo di culto (uomini e donne) autorizzati dalle rispettive confessioni religiose possono svolgere attività di culto ed eccezionalmente spostarsi anche oltre i confini della Regione, sempre che ricorrano le motivazioni elencate nella normativa vigente e nel rispetto di quanto previsto in tema di autocertificazione, corredata altresì dalla certificazione della confessione di riferimento.

Attenzioni da osservare nelle funzioni religiose

2.1 Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, è necessario ridurre al minimo la presenza di ministri officianti, che sono, comunque, sempre tenuti al rispetto della distanza minima.

2.2 Ove previsto, è consentita la presenza di un solo cantore e di un solo organista, adeguatamente distanziati.

2.3 Gli aderenti alle rispettive comunità assicurino il rispetto della distanza di sicurezza per almeno un metro.

Igienizzazione dei luoghi e degli oggetti

3.7 I luoghi di culto devono essere adeguatamente igienizzati prima e dopo ogni funzione.

3.8 All’ingresso del luogo di culto dovranno essere disponibili, per coloro che ne fossero sprovvisti, mascherine e liquidi igienizzanti e un incaricato della sicurezza esterna, individuato a cura della autorità religiosa e munito di un distintivo, vigilerà sul rispetto del distanziamento sociale e limiterà l’accesso fino all’esaurimento della capienza stabilita.

Comunicazione

4.1 Sarà cura del responsabile del luogo di culto rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.

4.2 All’ingresso del luogo di culto dovrà essere affisso un cartello con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare:

– il numero massimo dei partecipanti ammessi, in relazione alla capienza dell’edificio;

– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea pari

o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti;

– l’obbligo di rispettare sempre il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole

di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

Altri suggerimenti

5.1 Ove il luogo di culto non sia idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, può essere valutata la possibilità di svolgere le funzioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria, con la partecipazione massima di 1.000 persone”.


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