Sulle tracce del piccolo Gioele: “Ricerche difficili, anche emotivamente” 

Pubblicato da in data 9 Agosto 2020

Sulle tracce del piccolo Gioele: Ricerche difficili, anche emotivamente

La postazione dei Vigili del fuoco a Caronia

Pubblicato il: 10/08/2020 15:42

Le ricerche del piccolo Gioele, il bambino di appena quattro anni di cui si sono perse le tracce da una settimana esatta nei pressi di Caronia, (Messina) sono “molto difficili”. E non solo perché la zona da controllare è vasta quasi 500 ettari, ma anche da un punto di vista emotivo.”Siamo esseri umani e, come tutti, abbiamo le nostre emozioni, siamo padri di famiglia e abbiamo figli anche piccoli, dell’età di Gioele, ma da professionisti del soccorso discerniamo le emozioni dal soccorso”. A parlare con l’Adnkronos è una squadra dei vigili del fuoco che da otto giorni, anche nelle ore notturne, sono alla ricerca del piccolo di cui non si sa più niente. Niente nomi “perché siamo una squadra e lavoriamo tutti per lo stesso obiettivo. Non contano i nomi”, dicono. Sabato scorso è stato trovato il corpo senza vita della madre, Viviana Parisi di 43 anni, che il 3 agosto era scomparsa con il bambino dopo un incidente avvenuto sulla A20 Messina-Palermo. “L’esperienza ci porta a distaccarci dall’emotività”, racconta uno dei vigili del fuoco impegnati nelle ricerche.

A cercare Gioele sono anche la unità cinofile dei Vigili del fuoco che arrivano da ogni comando della regione “in base alla disponibilità che c’è”, spiegano. Da giorni i Vigili del fuoco hanno sistemato un furgone nel quartier generale delle ricerche, in una stazione di servizio Ip, sulla Strada statale 113 vicino a Marina di Caronia (Messina), in linea d’aria a meno di due km dal luogo del ritrovamento del corpo straziato di Viviana, torinese di origine ma siciliana d’adozione da quando ha deciso di trasferirsi a Venetico, nel messinese dopo essersi sposata con Daniele Mondello.

Ma come funzionano le ricerche dei Vigili del fuoco? “In base alle informazioni che abbiamo, tramite una visualizzazione digitale del territorio – spiegano – creiamo delle zone di ricerca che vengono date alle squadre che intervengono, quelle che chiamiamo ‘Tas 1’. Loro monitorano le zone. In base alle tracce che riceviamo decidiamo se bonificare la zona. E se non ci soddisfa il risultato la ribattiamo”.

“Si parte dall’ultimo avvistamento della persona ricercata – dicono – e se, nel frattempo, notiamo dei cambiamenti ci adeguiamo”. Così, da sabato pomeriggio, da quando è stato trovato il corpo di Viviana Parisi “sono state rimodulate le zone della ricerca”.

“Noi lavoriamo per curve di livello e i territori sono impervi – dice un altro soccorritore – È molto difficoltoso, perché abbiamo delle curve di dislivello di quota”. Un lavoro che viene svolto a “stretto contatto con la Prefettura di Messina”.

Le ricerche proseguono anche di notte, come spiegano i vigili del fuoco. “Il nostro lavoro è quello di pianificare le zone di ricerca e pianificare le squadre”. Intanto nel caldo pomeriggio soleggiato di Caronia – oggi si sfiorano oltre 30 gradi – le ricerche del piccolo Gioele proseguono incessantemente. Si avvicina l’ottava notte da quando il bambino è scomparso. Ed è una corsa contro il tempo. Anche se in tanti, temono che le speranze di trovarlo vivo si affievoliscano ogni giorno di più.


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