Centinaio: “Caso bonus mi sa di bufala” 

Pubblicato da in data 10 Agosto 2020

Centinaio: Caso bonus mi sa di bufala

(Fotogramma)

Pubblicato il: 11/08/2020 11:47

“Io non so niente della nostra chat interna che chiedeva di controllare con il proprio commercialista sui 600 euro, come sempre voglio vederci chiaro. La mia idea è che tra qualche giorno tutta questa storia potrebbe diventare una bufala”. Così il senatore Gian Marco Centinaio, Lega, intervistato da Radio Capital, parla del caso dei deputati che avrebbero preso il bonus per le partite Iva. “Gira voce che tutto quello di cui stiamo parlando non sia vero – aggiunge Centinaio – noi stiamo avendo notizie sul fatto che dagli organi competenti arrivano smentite. Per me – spiega – è il solito gioco estivo, sembra il calciomercato. Stiamo ricevendo richieste di informazioni anche dai semplici cittadini che magari in modo pruriginoso vogliono sapere”.

Quando gli si chiede se però gli stessi elettori della Lega non abbiano il diritto di sapere se le persone da loro elette hanno tenuto certi comportamenti, l’ex ministro leghista concorda perché “i nostri elettori, non c’è dubbio, meritano trasparenza. Nel momento in cui uscirà, da parte di chi di dovere, chi è stato e i nomi verranno fatti, come ha detto Salvini ci sarà la sospensione”. In un primo momento Salvini aveva parlato di dimissioni dal Parlamento, poi di sospensione dal partito e Centinaio non scioglie il dubbio sulla posizione finale della Lega: “Decide Salvini”. Secondo Centinaio la cosa migliore sarebbe che i deputati si autodenunciassero.

“Se dovessi essere uno di quelli – dice – visto che sono un pubblico ufficiale, spiegherei l’accaduto all’elettorato”. Poi il senatore leghista dice di concordare con chi vede una strana tempistica nello scoppio di questo scandalo visto che il referendum sul taglio dei parlamentari è vicino. “Assolutamente sì, anch’io noto questa cosa – spiega – e avendoci governato insieme per quattordici mesi so che tutto quello che viene fatto dal M5S ha un secondo fine. Ed è un referendum che non sta appassionando nessuno tra i cittadini. E’ un modo per far pensare agli italiani che tutti i parlamentari sono brutti cattivi spendaccioni e ladri. Complicità del Presidente Inps Tridico? Non lo so, vediamo come finisce questa storia e poi ne riparliamo”, conclude.


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