Viviana Parisi, resta il giallo: autopsia non chiarisce 

Pubblicato da in data 11 Agosto 2020

Viviana Parisi, resta il giallo: autopsia non chiarisce

Pubblicato il: 12/08/2020 07:27

Non si può escludere alcuna ipotesi sulla morte di Viviana Parisi. L’autopsia eseguita sul corpo della deejay trovata morta sabato non chiarisce il mistero che avvolge la scomparsa e il decesso della donna. “Adesso c’è tutto il lavoro di laboratorio, l’identificazione della specie, confronto con i dati termici e quindi si arriverà a una stima dei tempi del decesso”, ha spiegato poi l’entomologo forense Stefano Vanin aggiungendo: “C’è una fauna notevole che ora bisogna analizzare, non si può dire se il corpo è stato spostato. Gli insetti presenti sono tipici di questo ambiente. E’ una specie che si trova un po’ dappertutto, Non farei alcun tipo di ipotesi a questo riguardo”.

“Abbiamo dei dati emersi dall’autopsia che vanno studiati che vanno attenzionati nell’insieme”, ha commentato Angela Spagnolo, medico legale che ha eseguito l’autopsia sul corpo. “In 90 giorni approfondiremo tutto, potremo escludere una condizione o un’altra. Dovremo appurare la vera causa della morte della donna”, ha poi aggiunto parlando ai giornalisti che le chiedono se la donna sia stata uccisa o si sia uccisa.

“Sono emerse delle fratture su più parti del corpo”, fa sapere dal canto suo l’avvocato Pietro Venuti, legale del marito della donna, Daniele Mondello, dopo avere parlato con i periti e la consulente di parte. “Non si può escludere niente ma le ferite e le ecchimosi riscontrate sulla pelle di Viviana Parisi potrebbero essere compatibili con una caduta dall’alto, anche se è tutto da verificare con ulteriore analisi”, ha aggiunto.

Nel frattempo proseguono senza sosta le ricerche di Gioele, il figlio della 43enne: il bimbo era insieme a lei al momento della scomparsa.

Proseguono senza sosta le ricerche del piccolo Gioele Mondello, il bambino di 4 anni scomparso il 3 agosto insieme con la madre, Viviana Parisi, poi rinvenuta senza vita sabato scorso. Nel luogo dove si sono concentrate le ricerche i mezzi dei Vigili del fuoco, della gdf, della Protezione civile e dei Forestali sono già sul posto per riprendere, cartine alla mano, le ricerche nei boschi attorno.

Diventa sempre più intricato il giallo della sparizione. Gli inquirenti da una settimana sono al lavoro, senza sosta, per tentare di trovare il bandolo della matassa. Ma finora senza esito. Il Procuratore lavora in silenzio all’inchiesta aperta per omicidio e sequestro di persona e non ama rilasciare dichiarazioni. Anzi. Le uniche parole pronunciate oggi sono l’appello agli automobilisti che hanno visto l’incidente della donna sulla A20 avvenuto il 3 agosto. Ma per il resto le bocche in Procura restano cucite. “Chi ha soccorso Viviana Parisi dopo l’incidente ha compiuto un’opera meritoria, mi sembra strano che non si siano fatti vivi. Non hanno nulla da nascondere. Vengano a raccontarci quello che hanno visto”, dice il Procuratore di Patti Cavallo. “Abbiamo la prova che degli automobilisti si siano fermati dopo l’incidente avvenuto in autostrada – dice Cavallo- perché non si presentano?”. “Faccio un appello a tutte le persone che hanno assistito ad una scena alquanto strana – dice il magistrato che da giorni segue l’inchiesta – si presentino in qualunque posto di Polizia per raccontare ciò che hanno visto. Hanno davvero compiuto un’opera meritoria e dunque non hanno assolutamente nulla da nascondere. Ci dicano ciò che sanno”.

“Mi sembra alquanto strano che dopo tanto clamore mediatico non si siano fatti vivi – aggiunge Cavallo- Rinnoviamo l’invito, io e le forze dell’ordine, a presentarsi presso qualsiasi posto di polizia per dire ‘eravamo lì e abbiamo visto’, tutto qui”. “Abbiamo bisogno di tutte le persone presenti per sapere cosa hanno visto- conclude -ogni particolare può essere importante”. Intanto fuori è di nuovo buio. La nona notte di ricerca per il piccolo Gioele. E le speranze ormai sono ridotte al lumicino.


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