Cossiga, Casini: “Scomodo e difficile, ma capace di leggere i tempi” 

Pubblicato da in data 15 Agosto 2020

Cossiga, Casini: Scomodo e difficile, ma capace di leggere i tempi

Adnkronos

Pubblicato il: 16/08/2020 11:07

“Non faceva sconti a nessuno Cossiga mi ribattezzò ‘Pierfurby’, in un momento di allergia mi tirò questa polpettina avvelenata, certe cattiverie democristiane solo noi potevamo capirle”. Lo dice all’Adnkronos Pier Ferdinando Casiniricordando Francesco Cossiga a dieci anni dalla scomparsa.

“Cossiga è stato un personaggio scomodo sia con gli amici che con gli avversari, capace di grande generosità e di incredibili scene di ira. Il suo carattere era tutt’altro che facile.. però è stato una personalità capace di leggere il segno dei tempi prima degli altri“, continua Casini.

“Visto con gli occhi di oggi – sottolinea – è stato l’uomo politico della Dc che ha capito prima di tutti le conseguenze della svolta epocale che stava avvenendo con la caduta del muro di Berlino e dell’Unione sovietica. Ha capito che nel momento della maggiore vittoria politica della Dc rischiavano di venirne fatalmente meno le condizioni dell’egemonia nella società italiana”.

“Un paradosso, quello della Dc che ha dovuto abbandonare il campo (e non l’ha abbandonato per Tangentopoli) per esaurimento dell’obiettivo che aveva raggiunto. Mentre noi festeggiavamo Cossiga diventava sempre più preoccupato e ha cercato in qualche modo di prevenire la fine della Dc con le sue picconate ma non è stato assecondato da nessuno”, sottolinea Casini.

L’ex presidente della Camera ricorda poi un episodio: “Cossiga ha sempre raccontato del mio invito al Crest Hotel a Bologna per fare il primo discorso pubblico dopo le sue dimissioni da ministro dell’Interno, rompendo il silenzio in cui si era ritirato e in una città che aveva visto la scritta ‘Kossiga’ sui muri (lui aveva mandato blindati per l’ordine pubblico). La storia di Cossiga è piena di ferite, ma anche di grandi intuizioni e generosità”, spiega.

“Cossiga aveva già intuito allora e ha combattuto – aggiunge Casini all’Adnkronos – contro le invasioni di campo della magistratura nella politica. Era garantista sempre. A me che ho votato per negare l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini, e cioè ho votato per Salvini, ha fatto male sentire Salvini dire che ‘bisognerebbe arrestare Conte’. Io sono garantista con Salvini e Conte, e così sarebbe stato anche Cossiga”.


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