Gioele, la disperazione del papà: “Dobbiamo trovarlo” 

Pubblicato da in data 18 Agosto 2020

Gioele, la disperazione del papà: Dobbiamo trovarlo

Daniele Mondello /Facebook

Pubblicato il: 19/08/2020 09:26

“Dobbiamo trovarlo, dobbiamo trovarlo…” e “Viviana non avrebbe mai potuto fare del male al bambino”. Sono le parole, disperate, pronunciate da Daniele Mondello, il padre del piccolo Gioele, il Bambino scomparso dal 3 agosto, che con un gruppo di amici e parenti sta perlustrando le zone attorno al traliccio sotto cui è stato scoperto il cadavere di Viviana Parisi, moglie di Mondello. L’uomo è solo passato per un momento dal campo base e poi ha raggiunto il luogo in cui la moglie ha scavalcato il guardrail prima di sparire. Mondello ogni giorno raggiunge la zona per effettuare ricerche in solitaria.

Il papà di Gioele non si è fermato al campo base e ha proseguito con la sorella Mariella in auto, con un gruppo ristretto di amici e parenti per effettuare le ricerche. “Siamo qui e stiano iniziando le ricerche con un gruppo ristretto di familiari – dice la zia del piccolo, Mariella Mondell o- gli altri ci raggiungeranno appena si organizzano con i soccorritori”. “Che idea mi sono fatta? Che tutte le ipotesi sono aperte. E’ la quarta volta che veniamo – dice la donna – e continueremo a venire”. “Viviana non fuggiva da niente, forse è andata nel panico“, ha detto ancora. Il padre, Letterio, preferisce non parlare ma si limita a dire: “E’ la prima volta che vengo”. Intanto aumenta il numero di volontari presenti al quartier generale dell’Ip, presente anche l’esercito. Molte persone non sono del posto e non sanno da dove iniziare le ricerche.

TROVATO CAPPELLINO: “NON E’ DI MIO FIGLIO” – I volontari che stanno partecipando alle ricerche nelle campagne di Caronia hanno trovato un cappellino da bambino. Dopo avere fatto la foto lo hanno mostrato al papà di Gioele. “Il cappellino trovato dai volontari non è di mio figlio”, ha detto l’uomo. A dargli la conferma è la sorella Mariella, che gli spiega: “Il cappellino comprato da Viviana per Gioele era di un’altra marca”.

VIVIANA NON AVEVA PAURA DEI CANI” – “Viviana non aveva paura dei cani”, ha sottolineato Mondello. Fra le ipotesi al vaglio, anche quella di un aggressione da parte di molossi subita dalla donna prima del decesso.

IL NONNO DI GIOELE – “Ringrazio tutti i volontari che sono venuti per cercare il bambino. Non sono sorpreso. Dobbiamo continuare a cercarlo”, ha detto Letterio Mondello.


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