Meloni: “Taglio parlamentari non sia alibi per non andare a elezioni” 

Pubblicato da in data 20 Agosto 2020

Meloni: Taglio parlamentari non sia alibi per non andare a elezioni

(Fotogramma)

Pubblicato il: 21/08/2020 21:32

”E’ giusto tagliare i parlamentari, ma il taglio non può essere l’alibi per dire un’altra volta che adesso non si può andare a votare perché bisogna fare la legge elettorale“. Lo ha detto Giorgia Meloni, ospite del Meeting di Rimini.

Quanto alla legge elettorale, “sarebbe molto grave tornare al proporzionale” ha sottolineato la presidente di Fratelli d’Italia.

“Quello che io contesto dei governi di questi anni è che sono governi nati, di fatto, senza alcun vincolo tra quello che i partiti hanno promesso e quello che fanno – ha rimarcato – Se la democrazia non difende questo vincolo, la democrazia non ha senso. Non è vero che, finché in Parlamento c’è una maggioranza, noi ci dobbiamo beccare qualsiasi tipo di governo immaginabile. Quando è nato il governo Pd-M5S ci è stato detto: ‘hanno la maggioranza in Parlamento, quindi è giusto che facciano un governo insieme’. Ma il Pd e il M5S si sono presentati agli elettori e sono stati votati perché hanno detto agli elettori che avrebbero combattuto l’uno contro l’altro. Se avessero dovuto tenere conto di quello che avevano affermato, chiedendo il voto dei cittadini, per fare un governo insieme avrebbero dovuto rivolgersi ai cittadini con le elezioni”.

Riguardo al Parlamento, “ovviamente è centrale nella nostra democrazia. Ma dobbiamo dirci la verità: negli ultimi mesi il Parlamento ha avuto una centralità assolutamente marginale. Il Parlamento non può essere considerato una grande assise di spettatori per il palcoscenico di chi deve decidere. Il ruolo del Parlamento non è quello che il governo fa, dopo che il governo ha comunicato quello che ha già deciso nel corso di una conferenza stampa. Il ruolo del Parlamento è prendere le decisioni, questo principio non è stato rispettato pienamente e in particolare nel periodo dell’emergenza Covid”.

Noi abbiamo duramente contestato la proroga dello stato di emergenza sanitaria. In realtà non serviva, come ci hanno raccontato il presidente del Consiglio Conte e il governo, perché evidenze scientifiche imponevano alcune scelte emergenziali immediate, che dopo sei mesi di lockdown non sarebbero state giustificate, ma perché si è usato lo stato di emergenza per tagliare l’assetto dei poteri istituzionali. Io ho contestato pesantemente la proroga dello stato di emergenza perché il governo ci è venuto a spiegare che non ci sono delle evidenze scientifiche che lo imponevano, ma che lo stato di emergenza serviva a garantire la possibilità di operare con maggiore libertà, rispetto alle prerogative del Parlamento. Questo – ha scandito Meloni – è intollerabile”.


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