Scuola, replica sindacati ad Azzolina: “Responsabilità ministero evidenti” 

Pubblicato da in data 20 Agosto 2020

Scuola, replica sindacati ad Azzolina: Responsabilità ministero evidenti

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Pubblicato il: 21/08/2020 10:54

“C’è chi rema per portare la nave in porto e lo fa con altissimo senso di responsabilità, capendo anche di correre molti rischi, c’è chi invece lavora solo per l’apparire: ma in mare i tanti Schettino non hanno fatto il bene del loro armatore”. Lo afferma all’Adnkronos Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, rispondendo alle parole della ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, in un’intervista ad un quotidiano nella quale ha parlato di sabotaggio da parte dei sindacati.

“La superficialità con la quale è stato affrontato un tema così importante come la riapertura della scuola, l’assunzione del personale e la gestione delle politiche scolastiche, è evidente da mesi – sottolinea Gissi – Il sindacato, sin dai primi giorni di aprile, ha chiesto, proposto, denunciato e rappresentato ai massimi livelli la necessità di programmare e intervenire attraverso misure straordinarie, in grado di garantire alle famiglie e al personale una riapertura in sicurezza”.

“Abbiamo sottoscritto il protocollo il 6 agosto, sottolineo solo il 6 agosto, come ultima categoria dei settori pubblici e privati, e non abbiamo ancora avuto i dati delle decine di monitoraggi proposti alle scuole per conoscere nel dettaglio quali sono le esigenze reali. – sottolinea ancora Gissi -. Abbiamo subito negativamente una campagna di stampa diffamatoria che sicuramente non aiuta la scuola, ma anzi diffonde incertezze e confusione. E’ arrivato il momento di parlare di scuola in modo serio, andando oltre le proprie personali esperienze; un Ministero che si rispetti deve essere in grado di rappresentare i 10 milioni di componenti a livello istituzionale e non sulla base di ideologie politiche o esperienze personali pregresse”.

“Il sindacato a livello periferico e centrale sta garantendo l’intermediazione in assenza di informazioni e di procedure corrette, – conclude Gissi – la Cisl scuola si è fatta carico di informare i lavoratori, di garantire una massiccia partecipazione ai test sierologici, così come abbiamo accompagnato i dirigenti scolastici attraverso le proposte di check list e patti educativi con le famiglie per far sì che ci sia una scuola democratica, libera e aperta per tutti i gli studenti di questo Paese. La ministra distingua ed eviti comunicazioni generalizzate”.

CGIL – “Questo tentativo disperato ed imbarazzante di attribuire le responsabilità sui problemi dell’apertura dell’anno scolastico al sindacato, è smentito dai fatti. Abbiamo cercato in tutti questi mesi di spiegare quali dovevano essere gli interventi e il Governo si è mosso con grave ritardo. Le responsabilità del ministero dell’Istruzione sono evidenti le risorse stanziate sono insufficienti, non sono arrivate per tempo, c’è purtroppo una grave mancanza di coordinamento tra i vari attori istituzionali, pensiamo al problema del trasporto non risolto o la mancanza di organico: quindi credo che questa accusa gratuita si rivelerà un boomerang per la ministra”, sottolinea all’Adnkronos Francesco Sinopoli, segretario generale Cgil Scuola rispondendo ad Azzolina.

“Sul riferimento al concorso per titoli ai precari avevamo detto con chiarezza che a settembre ci saremmo trovati con migliaia di cattedre scoperte, cosa che sta puntualmente avvenendo. – aggiunge Sinopoli – Non ci siamo limitati a rivendicare le proposte precise e concrete, abbiamo sottoscritto e contribuito a scrivere il protocollo per apertura in sicurezza, quindi l’impressione che traiamo da questa uscita della ministra è appunto quella di liberarsi di responsabilità che sono integralmente sue e del governo. Ci auguriamo che la Ministra smentisca queste accuse gratuite”.

UIL – “Mentre i nodi arrivano al pettine, assistiamo ad una reazione scomposta del ministro dell’Istruzione, che con il ricorso ad una serie infinita di luoghi comuni e stereotipi, le donne, il sessismo, la resistenza al cambiamento, il sindacato cattivo, si costruisce un ruolo di vittima sacrificale alla vigilia di una apertura della scuola che come un mantra ripete ossessivamente (chissà se ci crede anche lei). Bisogna trovare il colpevole! Cosa c’è di più facile che individuarlo nel sindacato, come se ce ne fosse uno soltanto, come il ministero che è, o dovrebbe essere, uno solo”. E’ quanto afferma in una nota Pino Turi, segretario generale Uil Scuola, commentando le parole della ministra.

“Come se non sapesse, il ministro, che il sindacato ha una base di centinaia di migliaia di lavoratori, oggi disorientati dalle sue decisioni, che non si sentono rappresentati da un ministro autoreferenziale, che non tollera la critica. – continua Turi – Eppure, per non sbagliare, la critica serve. Certo al suo interno si è circondata di una ‘corte’ scelta tra i propri amici che non osano darle torto e chiama sabotaggio tutto ciò che non coincide con un suo desiderio”.

“Fortunatamente esistono ancora i sindacati, liberi di esprimere le proprie opinioni, e vederli uniti nelle critiche, molto costruttive, dovrebbe fare riflettere. Il cambiamento lo rivendichiamo continuamente, ma non a scapito dei diritti e delle aspettative dei lavoratori che dovranno sentirsi parte di un progetto che non c’è. Non basta invocare la collaborazione vuota e sterile, chiedendo di remare nella stessa direzione. Ministro, in quella direzione ci sono gli scogli, ci andiamo a schiantare. – prosegue ancora la nota di Turi – Lo dicono le forze politiche: ma ‘loro’ non valgono perché fanno lotta politica. Lo dicono gli esponenti di maggioranza: ma ‘loro’ sono invidiosi e vorrebbero il suo posto”.

“Signor ministro, non possiamo finirla con la storia del ricatto sindacale? Quel ricatto lo hanno subito i sindacati, non posto. Si è agito secondo un suo ricatto politico ed ora, è chiaro a tutti che è stato un errore. Che dire poi dell’orgoglio della Gps? Una idea che ha trovato anche il nostro consenso, ma che non è compatibile con i tempi, con la realtà. Ecco, il vuoto tra virtuale e reale è il problema. – chiosa Turi nella nota – E non basta «sentirsi una donna al posto giusto al momento giusto, arrivata con un percorso selettivo» (Sic..). La politica non è un concorso pubblico, è la ricerca del consenso che deve essere riconosciuta”.


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