Terremoto: dal miele allo zafferano, storie di imprese che non si sono arrese  

Pubblicato da in data 23 Agosto 2020

Terremoto: dal miele allo zafferano, storie di imprese che non si sono arrese

Pubblicato il: 24/08/2020 12:35

Allevatori, agricoltori, apicoltori che non si sono mai fermati. Nella storia del terremoto che nel 2016 ha duramente colpito il Centro Italia, ci sono anche loro, giovani imprenditori e imprenditrici, aziende locali e famigliari, che Enel e Legambiente sostengono con la campagna di crowdfunding “Alleva la speranza” attiva sulla piattaforma PlanBee.

Progetti come quello della 34enne Valentina Capone di Amatrice, che nella sua azienda alleva vitelli, coltiva farro e patate, ma soprattutto ha investito sull’apicoltura, la sua grande passione: “L’anno del terremoto, il 2016 – racconta – è il primo in cui io ho smielato, con le scosse in corso, e in quella situazione ci è venuta l’idea, con il mio compagno, di dedicarci stabilmente all’apicoltura”. Oggi Valentina produce un miele di alta qualità, che si è classificato al primo posto per due anni di seguito nel concorso “Grandi mieli millefiori” della provincia di Rieti.

La stessa passione per la propria terra caratterizza un altro giovane allevatore, sostenuto da Alleva la speranza: Simone Vagni di Cascia che nella sua azienda, oltre a gestire un allevamento di mucche, produce zafferano, cereali, foraggi, legumi, farro. Tutto rigorosamente bio. “Amo quello che faccio – spiega Simone – non potrei fare altrimenti: per me è una via obbligata, punto sulla qualità dei prodotti e sul benessere di chi li mangia”.

Storie molto simili, d’impegno e di tenacia, sono quelle che arrivano da Acquasanta Terme dove Angela Catalucci ha un allevamento di pecore, mucche e vitelli e produce formaggio pecorino.

E dalla Valle Castellana, in provincia di Teramo, duramente colpita dalle scosse di terremoto, dove Massimo Pierascenzi si occupa, con la sua azienda, di attività di manutenzione e pulizia dei terreni coltivati, produce patate, farro, coltiva prati ad erbario e ha un castagneto con 200 piante di marroni.

Prima del terremoto aveva anche un allevamento suino e bovino, ma dopo il crollo del fienile ha dovuto fermare l’attività legata all’allevamento.

Prima di loro, hanno beneficiato del sostegno concreto di Alleva la speranza le aziende ancora attive nelle aree terremotate di Teresa Piccioni, Alessia Brandimarte, Amelia Nibi, Silvia Bonomi, Arianna Veneri, Fabio Fantusi, Alba Alessandri e Pietroaolo Martinelli, tutti accomunati dalla passione e amore per la propria terra.

Ognuno di loro ha un progetto e un sogno da realizzare. Ad esempio, c’è Valentina Capone che vorrebbe dedicarsi stabilmente all’apicoltura e realizzare un laboratorio per la smielatura nell’azienda di famiglia a Bagnolo ad Amatrice. Una volta completato, lo metterà in condivisione con gli altri produttori di miele locali, anch’essi in difficoltà dopo il terremoto del 24 agosto.

Simone Vagni vuole acquistare macchinari per l’alimentazione degli animali allevati allo stato brado a Cascia, migliorando la qualità e la quantità di lavoro. Angela Catalucci, che da due anni è rimasta sola con tre figli e vorrebbe puntare tutto su un allevamento ovino ad Acquasanta Terme; Massimo Pierascenzi sogna di ricostruire il suo fienile per avviare un nuovo allevamento a Valle Castellana.

Progetti che Alleva la speranza sostiene e che si potranno realizzare grazie a un impegno e un aiuto solidale collettivi. Lanciata nel 2018, la campagna fino a oggi, grazie alla generosità di oltre 400 donatori, ha già raccolto un importo complessivo di 133.500 euro, destinato a investimenti sui progetti di 8 allevatori.

In questa terza fase, l’obiettivo è di aiutare a realizzare i progetti di Valentina Capone, Simone Vagni, Angela Catalucci e Massimo Pierascenzi. Alle donazioni che arriveranno attraverso la piattaforma si sommeranno quelle di Enel e di Legambiente, perché i progetti di rinascita possano diventare realtà.

Inoltre da qualche settimana Enel e Legambiente hanno lanciato una nuova call “Alleva la speranza+”, attiva dal 10 agosto al 13 settembre, che amplia il campo d’azione dell’iniziativa alle aziende operanti nel settore turistico extralberghiero del Centro Italia, che hanno subito ulteriori perdite del proprio fatturato anche a causa degli impatti negativi causati negli ultimi mesi dall’emergenza coronavirus.

Alla call possono partecipare le aziende con sede sociale nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, che hanno subito danni o perdite economiche a causa degli eventi sismici 2016-2017 o dell’emergenza Covid-19, condotte da under 35 o imprese familiari con giovani attivamente impegnati.

“Nel quarto anniversario del sisma del Centro Italia, le loro storie e l’impegno di tanti donatori che hanno deciso di sostenerli sono una testimonianza di speranza e futuro – afferma Enrico Fontana, responsabile per Legambiente della campagna Alleva la speranza – perché il cuore verde dell’Italia sta lentamente ripartendo anche grazie alle tante piccole imprese locali a conduzione familiare”.

Per Filippo Nicolò Rodriguez, responsabile Sostenibilità Italia di Enel, “iniziative come questa rappresentino una leva importante per il rilancio dei territori. ‘Alleva la speranza’ per Enel significa avere a cuore problematiche e bisogni che a distanza di quattro anni persistono nelle Regioni colpite dal sisma del 2016. Vogliamo offrire un contributo concreto per sostenere l’economia locale e aiutare le famiglie, e soprattutto i giovani, a ricostruire il futuro della propria terra”.


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