Viviana Parisi, Soccorso alpino Sicilia: “Estromessi da ricerche”  

Pubblicato da in data 24 Agosto 2020

Viviana Parisi, Soccorso alpino Sicilia: Estromessi da ricerche

Pubblicato il: 25/08/2020 12:46

“Avremmo potuto dare una mano per la ricerca di Viviana Parisi e del figlio Gioele. Noi siamo specializzati in questo tipo di ambienti. Ci resta la grande amarezza di non avere potuto partecipare alle ricerche”. E’ l’amaro sfogo con l’Adnkronos di Franco Del Campo, Presidente del soccorso alpino e speleologico siciliano, che denuncia di non essere stato coinvolto nelle ricerche della deejay di 43 anni di Venetico (Messina) scomparsa il 3 agosto con il figlio Gioele e poi trovata morta l’8 agosto. Mentre il piccolo di 4 anni è stato trovato morto il 19 agosto, sempre nei boschi di Caronia (Messina) da un volontario, un ex carabiniere in congedo.

“La norma prevede che quando c’è una ricerca in zone montane o impervie l’attività di ricerca di una persona è affidata al soccorso alpino che coordina le altre forze in campo – dice Del Campo – noi invece non siamo stati neppure chiamati dalla Prefettura di Messina”. “Non siamo stati coinvolti dalla Prefettura, hanno preferito fare scelte diverse – dice – quindi non abbiamo testimonianze dirette. Ma credo che ogni risorsa in momenti come questi va utilizzata. Noi siamo un corpo di volontariato”.

Proprio ieri c’è stato un vero e proprio colpo di scena reso noto dal Procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo. Il corpo di Viviana Parisi già all’indomani della sua scomparsa, avvenuta il 3 agosto, era sotto il traliccio nei boschi di Caronia (Messina). La svolta nell’inchiesta sulla morte della deejay è arrivata da un fotogramma ripreso da un drone dei Vigili del fuoco ma che sarebbe sfuggito. Soltanto il 20 agosto la Procura di Patti, che coordina l’inchiesta, ha visto quel corpo senza vita a pochi metri dal traliccio. La conferma è arrivata dal Procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo.

Il magistrato ha ritenuto “di acquisire, di propria iniziativa, le immagini riprese dai droni dei Vigili del fuoco durante le ricerche coordinate dalla Prefettura di Messina, ed ha affidato, già dal 13 agosto scorso, ad un proprio consulente geologo forense, esperto dei luoghi, il compito di rivedere ed esaminare uno per uno i relativi fotogrammi, al fine di acquisire elementi utili alle indagini, evidentemente del tutto diversi da quelli riguardanti le mere ricerche delle persone scomparse”, come spiega Cavallo.

“Questo materiale, che non faceva parte degli atti del procedimento, è stato trasmesso al consulente dagli organi competenti in data 18 e 19 agosto 2020”. Ed ecco la svolta: “Dall’esame dei fotogrammi iniziato in data 20 agosto, dopo una prima elaborazione ed ingrandimento, il consulente di questa Procura verificava che già alle ore 10,15 circa del mattino del 4 agosto 2020, era visibile ai piedi del traliccio il corpo di Viviana Parisi, verosimilmente nella identica posizione in cui qualche giorno dopo veniva ritrovato”, dice.

Chi non ha controllato a dovere? Come è potuto sfuggire un elemento così importante ai fini dell’inchiesta? E’ quanto si chiede la Procura. Il corpo di Viviana è stato poi ritrovato soltanto il sabato successivo, 8 agosto, nel primo pomeriggio. “E’ stata sacrificata una risorsa come il soccorso alpino – dice ancora il presidente Del Campo – e dopo aver letto gli ultimi sviluppi siamo ancora più amareggiati”. Secondo Del Campo “per un drone non è semplice eseguire le riprese in una zona boschiva – dice – però forse quei fotogrammi sono stati guardati con superficialità”.


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