Covid, Sileri: “Non andare a lavoro se si ha qualche sintomo”  

Pubblicato da in data 26 Agosto 2020

Covid, Sileri: Non andare a lavoro se si ha qualche sintomo

(Fotogramma)

Pubblicato il: 27/08/2020 13:44

“Se negli anni passati si andava a lavoro anche con qualche linea di febbre o con il mal di gola, oggi se si hanno dei sintomi bisogna stare a casa. Per raffreddore, mal di gola, qualsiasi sintomo riferibile al Covid-19 bisogna avvertire il proprio medico e intanto starsene a casa. Voglio citare Vasco Rossi: voglio una vita spericolata ma con la mascherina”. Lo ha affermato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, intervenuto su Radio Cusano Campus, facendo il punto sulla situazione italiana.

“Nessuno può dirci cosa accadrà tra una settimana. Io sono forse un po’ più preoccupato dall’influenza stagionale che dalla circolazione del coronavirus. L’influenza stagionale creerà degli allarmismi e a mio avvio ci saranno dei passi indietro in attesa di confermare o meno la presenza del Covid-19”, ha poi aggiunto riflettendo su quanto accadrà in autunno con l’arrivo della stagione influenzale. Per Sileri “bisogna implementare la sanità di territorio. Serve un uso spregiudicato dei tamponi come accaduto ieri quando siamo arrivati quasi 100 mila. Il vaccino, soprattutto quello antinfluenzale, aiuterà a discriminare un’infezione da Covid da una che non lo è. Sarà di aiuto. La forza principale sarà però nella sanità di territorio”.

Quanto alla riapertura a scuola, “c’è una discussione in atto sulla scuola e sui trasporti. Credo che sarà molto difficile far tenere la mascherina ai bambini di 6-7 anni. Sicuramente laddove c’è il metro di distanza la mascherina può non essere portata. Quindi o si sceglie il metro di distanza o si opta per la mascherina. Quello che dobbiamo fare è limitare rischio perché non possiamo portalo a zero”. “Anche i genitori avranno un ruolo fondamentale. Un bambino lo conoscono bene mamma e il papà. Quando gli danno un bacio prima che vada a scuola lo capiscono subito se c’è o meno qualcosa che non va”, ha affermato.

Infine, commentando quanto accaduto nella discoteca ‘Billionaire’ in Costa Smeralda (Sardegna) chiusa dopo un focolaio Covid-19, ha detto: “Io rimango atterrito quando sento che sono stati dati dei numeri di telefono falsi” all’ingresso del ‘Billionaire’ “non so come verranno rintracciate questi clienti che hanno dato il numero falso, spero verranno trovati con un’altra formula. Magari se hanno pagato con la carta di credito potrebbero essere rintracciati. Immagino la Procura aprirà un’inchiesta su questo”.


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