Viviana Parisi, la gente di Venetico non crede alla tesi dell’omicidio-suicidio 

Pubblicato da in data 26 Agosto 2020

Viviana Parisi, la gente di Venetico non crede alla tesi dell'omicidio-suicidio

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 27/08/2020 18:43

di Elvira Terranova

“Viviana era una mamma meravigliosa, stava molto attenta al piccolo Gioele. Non gli lasciava mai la mano. Era scrupolosa. Una madre perfetta. Io non credo assolutamente alla tesi dell’omicidio-suicidio. No, non ci credo”. La fioraia della piazza principale di Venetico Marina, piccolo centro dei Nebrodi di poco più di duemila abitanti, che d’estate diventano il triplo, che ha il negozio a due passi dalla parrocchia, non crede all’ipotesi che Viviana Parisi possa avere raggiunto il bosco di Caronia (Messina) per uccidere il suo figlioletto e poi togliersi la vita gettandosi da un traliccio. “Viviana non avrebbe mai fatto del male a suo figlio – ripete senza mai fermarsi – mai, lo ribadisco. E’ una ipotesi che non sta né in cielo né in terra. Non ci crederò mai”.

Poi, la commerciante, se la prende con le ricerche che, a suo dire, sono state “troppo lente”. “Purtroppo non le hanno fatte bene, altrimenti l’avrebbero trovata subito – spiega – tanto è vero che poi il corpo è stato trovato da un volontario e non da chi stava lì da giorni per cercare Viviana. Io non so cosa sia accaduto ma so che Viviana e Gioele non sono stati cercati bene. E forse potevano essere salvati, o comunque le cose potevano andare diversamente”.

A farle eco è una cliente, che deve prendere una pianta “da mettere nel cimitero”, dice. “No, non ci credo che Viviana abbia ucciso il suo bambino – spiega – non può averlo fatto. Io li vedevo spesso, sempre allegri, mano nella mano, il bambino era un amore. Adorava sua madre. E lei adorava lui. Erano in simbiosi”.

Il signor Antonio, un vecchietto di 84 anni che siede sulla panchina, di fronte alla chiesa del paese, non si dà pace: “Chissà cosa è successo quel giorno, non può essersi uccisa dopo avere strangolato il bambino. Chissà, forse il bambino è rimasto gravemente ferito nell’incidente in galleria. Ma forse non lo sapremo mai”. Intanto la piazza del paese si rianima, molta gente torna dal mare, con l’ombrellone sotto il braccio e il cappello. “No, non la conoscevo – dice Giacomo, un operaio originario di Venetico che però vive a Torino da tanti anni – Però questa storia ci ha colpito tutti. Guardiamo sempre il telegiornale con apprensione. Perché vogliamo capire cosa è successo”.

Molti provano “dolore per Daniele”. “Spero che torni a vivere con i suoi genitori a Messina – dice una signora che passeggia con il suo border collie in piazza – perché qui rischia di impazzire, troppi ricordi”.


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