Scuola, Vaia: “No autocertificazione, garantire bolla negatività” 

Pubblicato da in data 30 Agosto 2020

Scuola, Vaia: No autocertificazione, garantire bolla negatività

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 31/08/2020 11:30

Per garantire un rientro in classe in sicurezza dopo la chiusura imposta dall’emergenza Covid-19, “dobbiamo creare attorno alla scuola una ‘bolla’ di negatività” al nuovo coronavirus. Anche per questo “sono contrario all’ipotesi dell’autocertificazione” avanzata in queste ore. Lo ha spiegato Francesco Vaia, direttore sanitario dell’Inmi Spallanzani di Roma, intervenuto a ‘Coffee Break’ su La7.

“Io genitore – ragiona il medico – mi sentirei molto più tranquillo se mio figlio o mia figlia andassero a scuola in un’aula dove tutti quanti sono negativi, non mi basta l’autocertificazione. Come espressione della sanità pubblica dico che, come abbiamo fatto per i trasporti” lavorando verso l’obiettivo “‘un biglietto un tampone’, dobbiamo fare anche nella scuola. In una prima fase probabilmente a campione, ma poi andare a regime”, perché “i bambini e i ragazzi non devono andare a scuola – avverte Vaia – se non siamo certi della negatività loro, degli insegnanti e degli operatori. Dobbiamo creare – ribadisce – una bolla attorno alla scuola”.

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Delle tre regole chiave da mantenere contro il contagio da Covid-19, e cioè “l’uso della mascherina, il distanziamento e il lavaggio frequente delle mani, nel mondo della scuola è importantissimo che sia prioritario il discorso del distanziamento”. Un elemento che tuttavia “rischia di non essere ottenuto con l’attuale strutturazione della scuola italiana, che ha notoriamente carenze di aule specie in alcune regioni”, ha spiegato Vaia. Per questo “ho detto più volte”, già “da marzo quando ero terrorizzato per la riapertura scuole a settembre e” il problema “dei connessi trasporti – ricorda il medico – che c’è una possibilità: penserei a una grande sinergia con il mondo delle scuole paritarie, per aumentare soprattutto gli spazi e anche il personale”. Invece “sono contrario all’utilizzo di cinema e teatri, che dovrebbero essere rilanciati” nelle loro funzioni. Bisogna dire basta alla “logica dell’emergenza” per cui in Italia “interveniamo a valle nei problemi”. Serve invece agire a monte, esorta Vaia.


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