Bucci: “Auguri a positivi curati da chi dice che virus è clinicamente estinto” 

Bucci: Auguri a positivi curati da chi dice che virus è clinicamente estinto

Pubblicato il: 03/09/2020 12:28

Tanti auguri di pronta guarigione. A tutti i pazienti infettati da un virus dichiarato clinicamente estinto dal loro medico“. Il commento del biologo Enrico Bucci, docente negli Usa alla Temple University di Filadelfia, pubblicato sulla sua pagina Facebook in un post con allegata la notizia della positività dell’ex premier Silvio Berlusconi al coronavirus Sars-CoV-2, scatena i social, riaccendendo il dibattito su asintomatici e malati e spaccando gli utenti, polarizzati su due scuole di pensiero opposte. “Fate attenzione, per favore”, è il monito di Bucci che aggiunge un post scriptum: “Come Briatore, nemmeno Berlusconi mi è particolarmente simpatico. Ma cancellerò ogni commento che gioisca per l’infezione sua o di altri”.

Di commenti in realtà ne piovono di ogni genere. Alcuni ironizzano parlando di ‘prostatite contagiosa’, altri giudicano il post “di dubbio gusto” e “gratuito”. Ma a infuocarsi è il botta e risposta sulla malattia in sé, sulla scia del riferimento di Bucci alle parole di Alberto Zangrillo, primario di Anestesia e Rianimazione e prorettore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che – dichiarazioni a parte – ha firmato a fine giugno un documento insieme ad altri scienziati in cui segnalava “una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomatologia” e un “costante incremento di casi con bassa o molto bassa carica virale”.

Fra i commenti al post di Bucci c’è chi argomenta: “Se un 84 enne risulta positivo e dovesse rimanere asintomatico questa è una notizia che rafforza la tesi di Zangrillo. Non la condanna”. E chi invece dice “gli asintomatici sono infettivi” e invita a non sottovalutare la possibilità che alcuni possano essere piuttosto “pre-sintomatici”. Fra gli utenti c’è pure chi consiglia di “non proseguire oltre” con la “polemica nei confronti di Zangrillo, che non è né utile, né produttiva”, e chi puntualizza che “l’avverbio ‘clinicamente’ ha un suo peso, ma continuiamo a equivocare”.

Bucci si trova più volte a precisare: “La maggioranza dei pazienti, anche anziani, ha un decorso soprattutto sereno se diagnosticata per tempo (quindi senza limitarsi ai casi gravi). Eppure questo non giustifica messaggi fuorvianti sull’assenza di rischi”.