Covid, buddisti: “Impatto devastante su attività dei nostri centri”  

Covid, buddisti: Impatto devastante su attività dei nostri centri

(Fotogramma/Emmevì)

Pubblicato il: 05/09/2020 19:45

“I buddisti sono molto disciplinati, lavorando sulla ‘consapevolezza’ abbiamo cercato di essere consapevoli anche in questa emergenza scatenata dal Coronavirus. Al di là di quello che si può pensare sul Coronavirus, anche se non sempre la comunicazione e la gestione della crisi è stata molto limpida, ci siamo resi conto di quanto sia stato difficile fronteggiare una situazione così inaspettata e quindi siamo andati incontro alle istituzioni, rispettando in modo pedissequo le norme decise dal governo”. Così Stefano Bettera, membro del Consiglio direttivo dell’Unione Buddista italiana, spiega all’Adnkronos l’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto sui buddisti nel nostro Paese.

“Fino all’estate i centri e i monasteri buddisti sono stati prevalentemente chiusi, ora la situazione è a macchia di leopardo, alcuni hanno ripreso le attività, in numero contingentato e nel rispetto di tutte le norme, dal distanziamento all’uso della mascherina – afferma Bettera – La crisi generata dal Coronavirus ha avuto però un impatto devastante sulle attività dei nostri centri, in particolare per le attività con cui i centri si sostengono economicamente, come i corsi, che hanno avuto una brusca frenata. Anche per noi l’online un po’ ha aiutato ma il culto necessita della presenza. Ora stiamo alla finestra, come tutti gli italiani, nella speranza che si possa riprendere le attività, ma sempre con molta prudenza”.

Anche in piena emergenza però, i buddisti italiani non sono rimasti con le mani in mano. “L’insegnamento buddista ci spinge a entrare nel tema della sofferenza e quando le persone hanno un reale bisogno di aiuto preferiamo agire. Per questo – spiega – durante le fasi dell’emergenza abbiamo donato una parte ingente del nostro 8X1000, 4,5 milioni di euro, a circa 180 tra organizzazioni e associazioni del terzo settore in tutta Italia”.