Libano, gli aiuti italiani dopo l’esplosione 

Pubblicato da in data 6 Settembre 2020

Libano, gli aiuti italiani dopo l'esplosione

(Fotogramma)

Pubblicato il: 07/09/2020 17:43

L’Italia, già nelle ore immediatamente successive all’esplosione al porto di Beirut del 4 agosto scorso, ha assicurato aiuti tempestivi e importanti. Subito dopo l’incidente, infatti, il comando italiano di Sector West di Unifil ha messo a disposizione due team sanitari a supporto delle operazioni di ricerca e soccorso delle Forze Armate Libanesi, mentre un convoglio del contingente italiano della missione è stato tra le prime squadre di soccorso ad entrare nella Capitale dopo l’esplosione.

Inoltre l’Italia ha inviato quattro voli umanitari (con un team di esperti e vigili del fuoco e un totale di oltre 15 tonnellate di materiale medico sanitario), la Cooperazione italiana ha erogato un contributo alla Croce Rossa Libanese e ulteriori contributi finanziari a sostegno delle agenzie Onu e delle Organizzazioni della società civile attive sul territorio.

Il ministero della Difesa ha costituito una Task Force “Emergenza Cedri” che include, oltre a un ospedale da campo, una componente del genio e un nucleo di esperti (172 persone in totale), generi alimentari, attrezzature mediche e dispositivi di protezione individuale. E il 23 agosto scorso a Beirut è arrivata la nave San Giusto, partita da Brindisi, con a bordo assetti dell’Esercito e della Marina Militare.

“L’arrivo di nave San Giusto a Beirut dà il via all’operazione interforze Emergenza Cedri, nell’ambito dell’impegno umanitario nazionale, ulteriore segno della forte e fraterna vicinanza dell’Italia e della Difesa alla popolazione libanese in un momento così difficile per il Paese”, ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che il 24 agosto scorso era stato in visita ufficiale in Libano.

Un totale di oltre 500 militari, una nave con elicottero imbarcato e dotato di assetto per trasporto in biocontenimento, un ospedale da campo con personale specializzato, assetti per la rimozione delle macerie, nuclei Cbrn (Chimico, Biologico, Radioattivo, Nucleare), un team con capacità Eod (Explosive Ordnance Disposal – bonifica di ordigni esplosivi) e Cied (Counter-Improvised Explosive Device – contrasto ordigni esplosivi improvvisati), sono gli assetti che complessivamente sono stati messi a disposizione dalla Difesa.

Infine, il ministro per i Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini ha espresso la propria disponibilità a fornire una squadra di esperti della Task Force italiana “Unite for Heritage” per una ricognizione dei siti e dei danni arrecati dall’esplosione al patrimonio culturale e architettonico di Beirut.


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