Scuola, Ascani; “Ancora criticità ma si riapre in presenza e sicurezza” 

Scuola, Ascani; Ancora criticità ma si riapre in presenza e sicurezza

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Pubblicato il: 07/09/2020 07:49

Il 14 si riapre in presenza e sicurezza – risponde Anna Ascani, viceministra dell’Istruzione in quota Pd -. Purtroppo quest’ anno si sommano criticità storiche e problemi legati alle precauzioni anti-Covid. Abbiamo fatto molto e non lasceremo indietro nessuno: se i presidi hanno dubbi o problemi abbiamo messo a disposizione un help desk per aiutarli. Nel decreto sui trasporti abbiamo destinato fondi per 34 milioni oltre ai 70 del decreto agosto perché gli enti locali possano pagare l’affitto di spazi privati da destinare alle scuole. In questa settimana stiamo risolvendo le criticità residuali”. Lo afferma la vice ministra all’Istruzione, Anna Ascani, in un’intervista al quotidiano ‘Il Corriere della Sera’.

“Oggi riapre la scuola a Bolzano e lì il commissario Arcuri, che sta gestendo la consegna, li ha già fatti arrivare a tutti. Sapevamo che un Paese che produce 200 mila banchi all’anno non può produrne 2 milioni e mezzo in un mese. – continua Ascani – Avevamo dato 331 milioni alle scuole anche per gli arredi. Poi i presidi ci hanno segnalato l’impossibilità di trovare i banchi e a quel punto abbiamo deciso di centralizzare la gara. Abbiamo digitalizzato il sistema di reclutamento e ci sono alcuni errori. Molti sono simili e dunque si possono correggere”.

“È un problema strutturale e sono contenta che ne parlino non solo gli addetti ai lavori. Dobbiamo riprendere il discorso di come si formano i docenti. L’avevamo fatto con la legge 107, ma poi Bussetti l’ha cancellato. – evidenzia Ascani – Noi avevamo provato a normalizzare il caos. Se si prendono i professori di una stessa classe e si chiede come sono diventati di ruolo, ognuno avrà una storia diversa, chi con le stabilizzazioni, chi con la sanatoria, chi con le scuole di specializzazione. Purtroppo ogni ministro che viene propone una soluzione diversa e così non si riesce a cambiare nulla. Una volta aperte le scuole, mettiamoci a riscrivere le regole per l’accesso al ruolo. Io cambierei anche la prova: bisognerebbe valorizzare di più le capacità dei candidati di svolgere una lezione”.

“La ministra -conclude- fa il suo mestiere di ministra. Altri fanno campagna elettorale per provare a mettere una bandierina. In questi mesi ho lavorato molto bene con sindaci e governatori di centro destra che sanno che sulla riapertura delle scuole si misura la credibilità del Paese e non di una parte politica”.