Zavatta: “Videochiamata con Conte, così tecnologia quantistica rende rete sicura” 

Pubblicato da in data 6 Settembre 2020

Zavatta: Videochiamata con Conte, così tecnologia quantistica rende rete sicura

(Fotogramma)

Pubblicato il: 07/09/2020 18:25

Una videochiamata criptata e innovativa tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il rettore dell’università di Trieste Roberto di Lenarda. Questo l’esperimento – ideato e condotto dal gruppo ‘Comunicazioni Quantistiche’ del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) di Firenze – realizzato ieri a Trieste nel corso della cerimonia finale di Esof2020. Si tratta della prima dimostrazione pubblica di comunicazione criptata in fibra ottica con tecnologia quantistica.

“La dimostrazione di ieri alla presenza del presidente Conte è stata quella di mostrare il funzionamento di questa nuova tecnologia quantistica che permette di realizzare comunicazioni completamente sicure grazie ai principi fondamentali della meccanica quantistica”. Ha spiegato all’Adnkronos il professor Alessandro Zavatta, presente ieri all’evento e uno dei promotori del progetto ‘Quantum Fvg’.

Durante l’esperimento, gli studenti dell’università di Trieste hanno agito creando piccole perturbazioni al sistema simulando un tentativo di intrusione e sono stati immediatamente intercettati e bloccati.

“In questo contesto – prosegue Zavatta – la tecnologia che abbiamo dimostrato ieri permette di realizzare uno scambio intrinsecamente sicuro di chiavi crittografiche che, come pin e password, sono gli elementi per stabilire comunicazioni sicure. I sistemi che vengono maggiormente utilizzati oggi, per esempio quando facciamo acquisti online, possono essere facilmente violati dai futuri computer quantistici. La ricerca in questo ambito sta avanzando molto rapidamente e questo porterà a rompere tutti i codici che noi stiamo utilizzando per comunicazioni sicure su internet”.

Una questione delicata? “Assolutamente sì – risponde il ricercatore – la meccanica quantistica sta introducendo nuove tecnologie tra le quali, appunto, il computer quantistico. La sicurezza su cui si basano questi sistemi di scambio chiavi sono basati sull’assunzione che i computer di oggi hanno una certa capacità di calcolo limitata, che non può rompere i codici. Cosa che invece può fare computer quantistico. Tuttavia, se da un lato la meccanica quantistica offre un metodo per migliorare la capacità di calcolo dei computer, dall’altra fornisce anche una tecnica per lo scambio sicuro di chiavi crittografiche che nessuno, nemmeno un computer quantistico, può intercettare”.

“Una garanzia – dice ancora all’Adnkronos Zavatta – che è data dalle stesse leggi della natura e non da assunzioni che potevano essere ragionevoli fino a qualche anno fa, quando ancora i computer quantistici erano solo un’ipotesi remota”.

Quindi bisogna farsi trovare pronti? “Certamente – conclude – Stiamo lavorando per portare questa nuova tecnologia verso applicazioni concrete per essere utili all’intera società, per esempio per proteggere dati sensibili importanti come quelli che riguardano la sanità, le comunicazioni governative, i dati bancari o dati elettorali. Tra cinque anni, con adeguate infrastrutture, prevedo che questa tecnologia possa essere in uso da tutti”.


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