Agnelli: “Molti club rischiano crisi, ricavi giù di 4 miliardi” 

Agnelli: Molti club rischiano crisi, ricavi giù di 4 miliardi

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Pubblicato il: 08/09/2020 11:47

“Le stime parlando di un crollo dei ricavi pari a 4 miliardi nei prossimi due anni. E, secondo la Fifa, il 90% di questa perdita sarà relativa ai soli club. In sostanza, circoleranno meno soldi. Ci sarà una drammatica erosione dell’Ebitda che si rivelerà o potenzialmente si potrebbe rivelare una crisi di cassa per la maggior parte dei club”. Il presidente dell’Eca Andrea Agnelli traccia così le conseguenze della pandemia a livello economico per il calcio in Europa, aprendo i lavori per la 24esima Assemblea Generale dell’Eca.

“Credo che se guardiamo a quello che abbiamo affrontato nei mesi scorsi, alle vite che abbiamo perso nella pandemia, riusciamo a capire l’entità di quello che è successo -prosegue il presidente della Juventus-. Per questo voglio ringraziare chi ha reso possibile la ripresa dei campionati, la Uefa, il suo presidente e tutte le persone sul campo che hanno permesso la conclusione della stagione. Il rinvio dell’Europeo è stata una decisione molto coraggiosa e per questo ringrazio Ceferin e la Uefa. Inoltre voglio ringraziare la Fifa per averci aiutati con i calendari. Voglio complimentarmi virtualmente con il Bayern Monaco per la vittoria della Champions League, con il Siviglia per l’Europa League, il Lione per la Champions Femminile e infine il Real Madrid per la Youth League, che rappresenta il futuro”, spiega.

“Faremo il massimo per la famiglia del calcio, lo abbiamo dimostrato in passato e lo faremo in futuro. Siamo soddisfatti per aver portato a termine in campionati, sappiamo il lavoro che c’è stato e che ci sarà per continuare a farlo. Ricominciare la nuova stagione sarà difficile sia dentro che fuori dal campo. Questa pandemia e questa crisi ci hanno dimostrato le problematiche a livello economico, per questo stiamo analizzando alcune tematiche macroeconomiche per aiutare i club che hanno avuto perdite importanti. Sarà una sfida difficile, dovremo cambiare il modo in cui operiamo”, conclude.