Covid, Sileri: “Zangrillo nel mio Cts personale” 

Pubblicato da in data 7 Settembre 2020

Covid, Sileri: Zangrillo nel mio Cts personale

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 08/09/2020 14:33

Io e Bassetti ci sentiamo spessissimo, mi aiuta continuamente, così come Zangrillo. E anche Galli. Io cerco di sentire tutti quanti. Ho il mio Cts personale, ma perché negarlo? Se hai bisogno delle competenze, senti chi è sul campo. E non è che chi è stato a Roma non è stato sul campo, devo specificarlo”. Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri racconta, intervenendo a ‘L’Aria che tira’ su La7, delle sue ‘consultazioni telefoniche’ con diversi esperti, dagli infettivologi Matteo Bassetti e Massimo Galli al primario di anestesia e rianimazione Alberto Zangrillo. E riguardo al prorettore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano precisa: “Lo proposi” fin dall’inizio come componente del Comitato tecnico scientifico.

Lo spunto per l’analisi di Sileri è una domanda di Bassetti che sottolinea come il Cts sia mai cambiato nella sua composizione, che forse “non si è inserito al suo interno il lavoro fatto sul campo”, riferendosi all’assenza di specialisti “da Lombardia, Liguria, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna”, le aree più colpite da Covid-19.

“Quando 2 mesi fa ho detto che a mio avviso andava rinnovato, integrato, il Comitato tecnico scientifico è scoppiato un putiferio – ha risposto Sileri – Non ho detto che andava messo solo chi è stato sul campo o quelli del Nord, ma anzi che andava integrato fra più persone”, per avere quella che il viceministro definisce “amalgama comunicativa, che aiuta in questo momento. Anche gli scienziati non sono d’accordo tra loro ed è giusto così. Ma meglio che non stiano d’accordo attorno a un tavolo dentro quattro pareti, anziché vedere che uno in tv dice una cosa e uno un’altra e poi la gente si smarrisce. Questo lo proponevo 2 mesi fa, così come proposi Zangrillo. Allora non sapevo chi fosse, ma sapevo che aveva fatto la rete Ecmo” delle macchine ‘riposa-polmoni’, “nel 2009″ ai tempi della pandemia di A/H1N1”.

Erano i tempi in cui Sileri era appena rientrato da Wuhan, dove era andato per seguire le operazioni di rimpatrio degli italiani dalla metropoli cinese colpita per prima dall’emergenza nuovo coronavirus. “A Wuhan rimasi impressionato dall’aeroporto deserto. Varcare dogana e vedere cittadini di altre nazioni che fuggono dalla Cina controllati prima dai medici” colpisce, dice il viceministro.

“Ti rimane davvero un segno – ricorda Sileri – Tornato a casa ho pensato: ‘quando arriverà in Italia sarà così’. E allora ho chiesto chi ha fatto la pandemia del 2009? C’era Zangrillo? Allora Zangrillo deve stare dentro. E feci la richiesta. Non mi hanno detto di no. Ma poi il Cts è stato formato più avanti, e non so come è stato costituito”.


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