Addio ad Amos Luzzatto, protagonista dell’ebraismo italiano 

Addio ad Amos Luzzatto, protagonista dell'ebraismo italiano

(Fotogramma)

Pubblicato il: 09/09/2020 18:37

Addio al medico, scrittore e biblista Amos Luzzatto, protagonista di spicco dell’ebraismo italiano, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) dal 1998 al 2006, eletto alla carica che fino ad allora era stata affidata a Tullia Zevi. E’ morto a Venezia all’età di 92 anni. Era nato a Roma il 3 giugno del 1928, veneziano di adozione, ed era erede di una stirpe gloriosa di studiosi e rabbini italiani, nipote di Dante Lattes e discendente di Samuel David Luzzatto (Shadal), docente al Collegio Rabbinico di Padova.

Per Einaudi Luzzatto ha scritto i saggi ‘Autocoscienza e identità ebraica’, compreso in un volume degli Annali della ‘Storia d’Italia’ (1997), e ‘Il posto degli ebrei’ (2003) ed aveva curato la postfazione di ‘Auschwitz spiegato a mia figlia’ di Annette Wieviorka (1999). Tra le altre sue pubblicazioni: ‘Ebrei moderni’ (Bollati Boringheri, 1989), ‘Sinistra e questione ebraica’ (Editori Riuniti, 1989), ‘Oltre il Ghetto’ (con David Bidussa e Gadi Luzzatto Voghera; Morcelliana, 1992); ‘Una lettura ebraica del Cantico dei cantici’ (Giuntina, 1997); ‘Leggere il Midrash’ (Morcelliana, 1999); ‘Una vita tra ebraismo, scienza e politica’ (Morcelliana, 2003); ‘La leggenda di Concobello’ (Mursia, 2006), un romanzo per ragazzi; ‘Hermann’ (Marsilio, 2010). Ha tradotto e commentato il Libro di Giobbe e il Cantico dei Cantici.

Amos Luzzatto aveva trascorso la prima giovinezza con la famiglia tra Gerusalemme e Tel Aviv; poi in Italia si era laureato in Medicina e Chirurgia (1953), raggiungendo il primariato in vari ospedali e la docenza universitaria, svolgendo ricerche mediche, con particolare interesse per applicazioni matematiche alla clinica. Allo stesso tempo si è dedicato attivamente agli studi di cultura ebraica e alla politica, militando a lungo nel Pci. Come presidente dell’Ucei ha guidato l’ebraismo italiano con grande attenzione e impegno nei rapporti istituzionali e non ha mai mancato di alzare la sua voce contro l’antisemitismo e il razzismo, in difesa di tutte le minoranze. Tra i suoi incarichi, è stato anche presidente della Comunità ebraica di Venezia e direttore della ‘Rassegna Mensile d’Israele’. Nel 2002 gli è stato conferito il premio San Giusto d’Oro dai cronisti del Friuli Venezia Giulia.

A ottant’anni Amos Luzzatto con l’autobiografia ‘Conta e racconta’ (Mursia, 2008) ha fatto i conti con la Storia di cui è stato allo stesso tempo testimone e protagonista: il fascismo, il sionismo, la nascita dello Stato di Israele, la militanza nel Pci, l’impegno nella comunità ebraica come storico presidente dell’Ucei, la caduta della Prima Repubblica e il dialogo con la nuova destra fino al viaggio in Israele di Gianfranco Fini. Le sue memorie oscillano tra la vita privata di una famiglia ebrea dagli anni Trenta agli inizi del 200, la passione per gli studi medici e per i testi ebraici e un impegno politico irrinunciabile in un periodo storico denso di eventi di cui è impossibile rimanere muti spettatori. Quella di Luzzatto è la storia di un ebreo di sinistra che ha vissuto le contraddizioni del secolo scorso, da cui ha tratto importanti riflessioni sui temi più controversi degli ultimi anni: le guerre di religione, il rapporto con l’Islam, la laicità dello Stato, gli ebrei e la politica, il significato di Destra e Sinistra oggi. Il suo è stato un percorso culturale e politico sempre segnato dalla volontà di dialogo e di comprensione, in un impegno civile che continua ancora oggi.