Salvini aggredito da una donna: “Mi ha rotto il rosario e mi ha maledetto” 

Pubblicato da in data 8 Settembre 2020

Salvini aggredito da una donna: Mi ha rotto il rosario e mi ha maledetto

Pubblicato il: 09/09/2020 15:37

“Sto bene, ho incontrato una persona che avendo idee che valgono poco ha usato le mani, addirittura mi ha detto ‘ti maledico’. Mi ha rotto due rosari, uno di un parroco di Cava dei Tirreni, l’altro dei francescani”. Così Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook, dopo l’aggressione subita a Pontassieve da parte di una donna.

Poi Salvini mostra la camicia stracciata: “Questa si ricompra, non è un problema si userà come straccio”.”La signora – ricorda – è stata fermata, questo è un brutto gesto”, dice mostrando il rosario rotto. “E’ stata una aggressione volgare e io non la uso per fare campagna elettorale, la Toscana non è questo, è cultura, confronto, dialogo”.

“E’ nata in Congo, ma qui è pieno di congolesi che lavorano, la cosa grave è che pare è che lavora a contatto con il pubblico e si occupa del futuro dei bimbi, questo è grave, non mi ha impaurito, ma solo infastidito”, spiega Salvini.

Nel suo ‘Getsemani’, il leader della Lega si rivolge ai suoi: “Non sono qui per piangermi addosso”, dice ancora via Facebook. Si rifugia in un giardino di fichi toscano, reduce da Pontassieve con due rosari nelle mani. E ancora, ecco spuntare le reliquie di brandelli di camicia azzurra lacerata e stropicciata, che “andrà ormai bene per divenire straccio da casa”.”Non cerco di strumentalizzare quanto mi è accaduto”, sottolinea il capo della Lega, dispiaciuto per i simboli religiosi violati sul suo corpo: “Non faccio campagna elettorale su questo”.

“Lo avrete visto su alcuni giornali, su alcune agenzie, anche se qualcuno non ha detto nulla, ma sto bene”, tranquillizza le migliaia di fan accorsi sulla sua pagina social, parlando di quanto gli è accaduto. Loro lo vedono sano e salvo, all’ombra rassicurante dei fichi e delle frecce tricolori che fanno le prove sulla sua testa, in vista dell’appuntamento di F1 al vicino Mugello.

“Questo – dice sgranando quanto resta del rosario campano – è un simbolo di identità, storia e tradizione, non politico”. E rassicura tutti: “vado avanti”. Di più, arriva la pace, il ramoscello d’ulivo: “Perdonata la signora, capitolo chiuso”. “Le dico – conclude – mi spiace per te, non hai capito i valori della terra che ti accoglie, non porto rancore, non chiedo vendetta, l’errore può capitare a tutti”. Quasi un porgere l’altra guancia: “Perché la violenza dei pochi scalda i cuori della maggioranza”.


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