Sileri: “Quarantena? Buon compromesso 7 giorni e tampone” 

Sileri: Quarantena? Buon compromesso 7 giorni e tampone

(Fotogramma)

Pubblicato il: 10/09/2020 11:05

Quando avremo il vaccino contro il coronavirus Sars-CoV-2? “Ho sempre detto che sono ottimista sulla possibilità che vi sarà un vaccino, ma sono anche realista sul fatto che non vi sarà prima della metà del prossimo anno. E spero poi peraltro che ci sarà un vaccino efficace e duraturo, ma soprattutto sicuro“. Parola di Pierpaolo Sileri.

Il viceministro della Salute, intervenuto su ‘Radio Cusano Campus’, spiega che “la normalità si avrà o quando il virus, motu proprio, dovesse mutare in una forma per noi favorevole, magari tramutandosi in un virus che dà solo raffreddore e niente di più, oppure quando raggiungeremo un’immunità di gregge. Ma è chiaro che, coi numeri che abbiamo, circa 1.500 positivi al giorno, per un’immunità di gregge servirebbe troppo tempo e quindi rimane la chance del vaccino, un’immunità di gregge acquisita mediante vaccini”.

Quel che è certo, continua Sileri, è che “serviranno molti mesi e io credo che il prossimo anno staremo ancora proteggendoci. L’abitudine alle protezioni sarà la nuova normalità. Non dimentichiamoci che questo è un virus che colpisce in maniera severa i nostri anziani e coloro che hanno problemi di salute preesistenti ed è loro che dobbiamo difendere per primi. Credo che finché il virus circola, anche poco come adesso, dovremo continuare con la mascherina e il resto. Non dobbiamo abbassare la guardia. Per la normalità assoluta servirà del tempo. Anche io vorrei vedere le discoteche aperte, anche io vorrei rivedere tutti i locali aperti e gli stadi pieni, ma dobbiamo ancora aspettare un po’. Ora stiamo andando nella direzione della normalità in convivenza con il virus”.

“Chi fa uno starnuto infetta molte più persone intorno a lui rispetto a chi respira col naso aperto e non ha nemmeno il raffreddore, ed ecco perché io premo da un paio di giorni sul ruolo della quarantena. Oggi si mettono in quarantena i contatti stretti di un positivo e una quarantena dura 14 giorni. C’è questo dialogo sulla possibilità di ridurla perché qualche lavoro scientifico, devo dire molto pochi, dice che forse serve di meno. Il forse a mio avviso non è sufficiente: servono dei lavori scientifici che ci dicano se possiamo ridurla. Io penso però che un buon compromesso possa essere 7 giorni” di quarantena, “l’ultimo giorno si fa il tampone e poi sei libero. Oppure 5 giorni, ma io andrei più verso i 7” nell’intervento a ‘Radio Cusano Campus’ su un tema caldo di questi giorni: la durata della quarantena per i contatti dei positivi.

Sileri vede come possibile strategia quella di concludere la quarantena dopo 7 giorni con un tampone. “Così liberi le persone, perché oggi il vero problema è la quarantena dei contatti stretti di un positivo: rischiamo di chiudere troppi in un ufficio, un ristorante o qualunque altra attività, mettendo in quarantena persone che stanno bene per il dubbio che siano asintomatici e positivi. Il dubbio lo togli così: 7 giorni di quarantena dal contatto, tampone, e poi liberi”

Con il coronavirus Sars-CoV-2, dice Sileri, “esiste la possibilità che tu abbia una malattia latente che ancora non ti ha dato dei sintomi o che tu sia un asintomatico, un portatore sano. Pensate a quante volte capita con Covid-19 che le persone risultano positive senza aver avuto alcun sintomo: è possibile che una persona abbia avuto sintomi trascurabili che nemmeno ricorda – un graffio in gola, raffreddore, naso chiuso per un giorno – e poi risulta positivo dopo 14 giorni. E’ un’area molto grigia” quella degli asintomatici, “che va da sintomi irrilevanti a chi invece ha avuto dei sintomi e se glieli chiedi li tira fuori”.

Per il viceministro “va detto però che chi è asintomatico ha la possibilità di trasmettere il virus. Sicuramente lo trasmette molto meno rispetto a un paziente che ha la tosse o il raffreddore. Parlo delle famose droplet che si emettono contenenti il virus. Se sei asintomatico hai sicuramente meno emissioni”.