Superbonus 110% anche con piccoli abusi edilizi 

Pubblicato da in data 9 Settembre 2020

Superbonus 110% anche con piccoli abusi edilizi

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Pubblicato il: 10/09/2020 10:41

Immobile con qualche piccolo abuso edilizio? Il Superbonus 110% si può ottenere ugualmente. A confermarlo, spiega il sito di informazione legale laleggepertutti.it, è l’Agenzia delle Entrate delle Marche rispondendo ad un interpello del Collegio dei geometri di Ancona.

Per gli interventi, spiega laleggepertutti.it, “basta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che riporti la data di inizio lavori e che descriva gli interventi come agevolabili. Si parla, dunque, di lavori di manutenzione ordinaria, di interventi per proteggere l’abitazione da atti illeciti da parte di terzi, dell’isolamento acustico, della cablatura, di interventi mirati al risparmio energetico con fonti rinnovabili, alla prevenzione di infortuni o alla messa a norma degli impianti. Sono tutte opere per le quali non c’è bisogno di un titolo abilitativo. Poi ci sono quelli che richiedono la comunicazione di inizio lavori, cioè la Cila, come ad esempio gli interventi liberi di piccola manutenzione straordinaria”.

E ancora: “Se l’abuso edilizio – precisa l’Agenzia delle Entrate – deriva, ad esempio, dall’uso di un permesso diverso da quello richiesto, è possibile chiedere una sanatoria da inviare all’Agenzia e accedere al superbonus del 110%: la sanatoria, infatti, blocca la decadenza dei benefici fiscali”.

Tuttavia, avverte laleggepertutti.it, ci sono dei limiti: “Il margine di tolleranza è del 2% in altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta, nel rispetto delle destinazioni e degli allineamenti. In un contesto simile, è possibile chiedere il superbonus quando gli abusi sono sanabili e fiscalmente tollerabili. Occorrerà una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che riporti la data di inizio lavori e la tipologia dei lavori o una dichiarazione di eccedenza limitata al 2%. Se invece gli abusi superano questa soglia oppure viene chiesto per edifici su cui sono stati effettuati degli interventi di manutenzione straordinaria o di ristrutturazione più robusti – si legge ancora -, bisognerà risalire all’ultima situazione legittima e presentare una domanda di sanatoria, demolendo la parte eccedente o pagando una sanzione”.


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