Caso Lombardia Film Commission, l’ordinanza del gip 

Pubblicato da in data 10 Settembre 2020

Caso Lombardia Film Commission, l'ordinanza del gip

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Pubblicato il: 11/09/2020 12:06

Ricorre un concreto e attuale pericolo di commissione, da parte degli odierni indagati, di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede. Costoro, infatti, hanno dimostrato, una spiccata capacità organizzativa, avendo coordinato sapientemente le loro azioni in perfetto riparto dei compiti, a ciascuno assegnati in relazione al ruolo, di diritto o di fatto, ricoperto”. E’ quanto si legge nell’ordinanza del gip di Milano, Giulio Fanales, che ha disposto l’arresto di tre commercialisti vicini alla Lega Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni e Michele Scillieri nell’ambito dell’inchiesta della Procura sul caso della presunta vendita a prezzo gonfiato di un capannone alla Lombardia Film Commission.

“Il sodalizio, del quale si sono potute ben saggiare le potenzialità operative, si fonda innanzitutto su legami interpersonali (a base amicale, lavorativa e parentale in senso lato) particolarmente stretti e risalenti nel tempo, tali da cementificare il vincolo di solidarietà reciproca”, si legge nel dispositivo.

“Il gruppo beneficia, inoltre, degli incarichi di rilievo tuttora ricoperti da alcuni suoi componenti negli organigrammi di numerose società ed enti, fra i quali anche soggetti di diritto privato a partecipazione pubblica”. Inoltre, si sottolinea nell’ordinanza, “gli indagati hanno dimostrato la rara abilità di portare a termine l’operazione illecita in modo occulto, ossia mantenendo la maggior parte dei membri del sodalizio in posizione ‘riparata’ ed esponendosi all’estero attraverso uno solo fra loro (Barbarossa Fabio)”.

“Si ribadisce, pertanto, l’adeguatezza all’efficace contrasto del pericolo di reiterazione del reato della sola misura degli arresti domiciliari corredata del divieto di comunicare con i terzi estranei. La forma di cautela prescelta viene ritenuta, altresì, proporzionata alla gravità in concreto dei fatti addebitati e, di conseguenza, all’entità delle sanzioni presumibilmente da irrogare”, si legge nell’ordinanza.

“In conclusione -si sottolinea- ricorrono tutti i presupposti di legge, per l’applicazione nei confronti di Scillieri, Di Rubba, Manzoni e Barbarossa, in ordine ai reati loro rispettivamente ascritti, in via provvisoria, della misura cautelare degli arresti domiciliari, corredata dal divieto di comunicare con persone diverse da coloro che coabitano con l’indagato o che lo assistono”.

“Gli elementi testé analizzati inducono il giudicante ad attribuire all’operazione immobiliare natura sostanzialmente appropriativa, concretizzando di fatto l’impossessamento, da parte dell’allora presidente Di Rubba e dei suoi soldali, del capitale giacente sul conto della fondazione, vincolato alla destinazione pubblicistica e versato alla società immobiliare Andromeda”, si legge.

“In altri termini -si sottolinea nell’ordinanza- le circostanze appena esposte assumono, ciascuna in via separata e tutte in modo convergente, una forte valenza indiziaria, nel senso di privare l’operazione immobiliare testé descritta di una reale giustificazione economica, manifestandosi viceversa quale schermo giuridico dietro al quale occultare l’unico intendimento perseguito, ossia la distrazione del fondo erogato dall’ente pubblico a favore dell’allora presidente Di Rubba e dei suoi complici”.

Andrea Manzoni, commercialista e revisore contabile della Lega alla Camera, “ha riferito di avere appreso da Di Rubba”, anch’egli commercialista e con lo stesso ruolo al Senato, “in occasione di alcune visite presso la sede della Lega in Milano via Bellerio del finanziamento erogato dalla Regione in favore della Lombardia Film Commission, finalizzato all’acquisto di un immobile, ove sarebbe stata trasferita la sede della fondazione”, si legge ancora nell’ordinanza.

“Ne faremo altri mille… la prossima volta andrà bene, invece di 50 ne prendi 70…”. Così Michele Scillieri sul caso della presunta vendita a prezzo gonfiato di un capannone a Cormano, nel Milanese, alla Lombardia Film Commission, parlava ad Alberto Di Rubba. Il colloquio del 19 maggio scorso, intercettato dagli inquirenti, è contenuto nell’ordinanza del gip, che ha disposto gli arresti domiciliari per i due commercialisti e altre due persone.

“Di Rubba e Scillieri a proposito della conclusione infelice dell’affare relativo alla fondazione e ai terreni (da intendersi il complesso immobiliare) concordano circa la necessità di superare il malcontento serpeggiante fra i sodali in conseguenza dei guadagni rivelatisi minori del previsto”, si legge nel dispositivo.


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