Contratto alimentare, è scontro. Industria incalza sindacati: “no a pregiudiziale” – Fai replica: “intesa 31/7 è legittima”  

Pubblicato da in data 10 Settembre 2020

Contratto alimentare, è scontro. Industria incalza sindacati: no a pregiudiziale - Fai replica: intesa 31/7 è legittima

Pubblicato il: 11/09/2020 18:51

La valenza del rinnovo del ccnl dell’industria alimentare non può essere attribuita all’intesa sottoscritta il 31 luglio dai sindacati con ‘solo’ tre associazioni di industriali, ovvero Unionfood, Assobirra e Ancit. Di qui l’invito a “rimuovere tale pregiudiziale” e la disponibilità “a negoziare con le altre categorie una diversa soluzione contrattuale”. E’ in sintesi l’appello rivolto dal vicepresidente di Federalimentare-Confindustria Silvio Ferrari ai tre segretari di Fai Cisl Onofrio Rota, Flai- Cgil Giovanni Mininni e Uila Uil Stefano Mantegazza in una lettera fatta recapitare ai sindacalisti e che l’Adnkronos ha potuto visionare. “L’intesa da voi sottoscritta il 31 luglio 2020 non può essere considerata il Ccnl dell’industria alimentare, né per il diritto, né, tantomeno, per le relazioni sindacali” scrive Ferrari nella lettera.

“Le vostre dichiarazioni alla stampa che si succedono disordinatamente alimentano polemiche sterili che allontanano proprio la soluzione da voi auspicata e cioè quella di un Contratto unico”, apostrofa i sindacati il vicepresidente di Federalimentare.

“Rileviamo che le Vostre iniziative – rimarca il rappresentante degli imprenditori – hanno la pretesa di estendere l’intesa del 31 luglio all’intero settore, attraverso le forme di pressione sindacale. Anche questa è una scelta che non possiamo accettare”. E’ quanto scrive il vice presidente di Federalimentare in riferimento alla proclamazione di uno sciopero di quattro ore per il 9 ottobre in tutte le aziende che non hanno sottoscritto il rinnovo e che fanno capo a 10 associazioni dell’area confindustriale, oltre alla proroga dello stato di agitazione fino al 10 ottobre.

Di qui l’invito a sedersi a un nuovo tavolo. “Augurandoci che vogliate rimuovere tale pregiudiziale, Federalimentare è disponibile a rappresentare e discutere le condizioni alle quali le altre categorie del settore potrebbero sottoscrivere un’intesa per il rinnovo del Ccnl Industria alimentare. Naturalmente, – chiarisce Ferrari – ciò potrà avvenire solo qualora voi riconosciate esplicitamente il limitato campo di applicazione dell’intesa del 31 luglio scorso, e vi dichiariate disponibili a negoziare con le altre categorie una diversa soluzione contrattuale”.

La Fai Cisl replica rispedendo al mittente l’invito-provocazione. “La lettera di Federalimentare mi lascia basito. – dichiara all’Adnkronos il segretario generale Fai Cisl Onofrio Rota – Mi sembra un ulteriore irrigidimento della posizione degli industriali. Avrei gradito una convocazione di Federalimentare in cui ci fosse stato scritto vediamo come poter riprendere il negoziato e non andare in direzione di un conflitto”. “Quel contratto è più che legittimo, – argomenta – è il punto di riferimento negoziale anche se ci possono essere punti da integrare per settori specifici”. “Noi non abbiamo nessuna voglia di arretrare, – rimarca Rota – ci sembra che Confindustria non abbia voglia di rinnovare il contratto”.

Intanto in casa Confindustria c’è aria di chiarimenti, o meglio di resa dei conti, dopo la frattura che si è consumata proprio il 31 luglio con la firma del rinnovo contrattuale da parte di un importante fetta dei big del Food & Beverage, da Barilla a Ferrero, da Illy a Granarolo, solo per citarne alcuni e con l’adesione, in questi ultimi giorni di grandi gruppi come Campari, Lactalis, Citterio, De Cecco, Acqua Sant’anna,. Lunedì prossimo, il 14 settembre infatti, il presidente Carlo Bonomi dovrebbe incontrare una rappresentanza delle tre associazioni ‘dissidenti’, guidata dal presidente di Unionfood Marco Lavazza. Un chiarimento, secondo quanto apprende l’Adnkronos, slittato di qualche giorno da Roma a Torino.

(di Cristina Armeni)


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