Covid, Speranza: “Vedo luce in fondo a tunnel, dobbiamo resistere” 

Covid, Speranza: Vedo luce in fondo a tunnel, dobbiamo resistere

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Pubblicato il: 11/09/2020 11:40

“Io vedo la luce in fondo al tunnel, penso che da qui a un po’ di mesi avremo notizie incoraggianti dal mondo scientifico ma in questi mesi dobbiamo resistere. I comportamenti di ciascuno sono davvero fondamentali”. Lo ha detto a Bari il ministro della Salute Roberto Speranza.

Ogni volta che un insegnante fa un sierologico ci dà una mano ad abbassare quel rischio“. ha detto il ministro rispondendo a una domanda sui dubbi che alcuni scienziati si esprimono sulla affidabilità ed efficacia dei test sierologici a cui una parte degli insegnanti si stanno sottoponendo in vista della riapertura delle scuole. “Siamo intanto l’unico Paese che sta facendo anche questo”, ha evidenziato. “Non esiste una scelta che azzera il rischio. La riapertura delle scuole – ha ribadito Speranza – comporta naturalmente un aumento dei rischi. Rimettere in moto qualcosa come 10 milioni di persone – ha sottolineato – ha evidentemente un impatto sulla possibilità che il contagio possa accrescersi. Tutto quello che stiamo facendo serve per abbassare il rischio, sapendo che non c’è la bacchetta magica. Nessuno di noi fa un miracolo, non basta un’ordinanza del presidente o del ministro per dire ‘abbiamo risolto tutti i problemi’. Noi stiamo mettendo in campo però tutti gli strumenti possibili volti ad abbassare il rischio”, ha garantito il ministro.

“Ogni volta che si fa una scelta sul territorio, per esempio di chiusura, perché semmai c’è una particolare difficoltà si fa qualcosa che ci aiuta ad abbassare il rischio ogni volta che si fa un tampone ad una persona che viene da un Paese a rischio si prova ad abbassare la possibilità del contagio. Noi ci muoviamo in questa logica e alle persone dobbiamo dirlo con la massima serenità: non siamo in una fase di rischio zero, il rischio zero non esiste e chi pensa che possiamo avere rischio zero, vuole in qualche modo tergiversare e dirci qualcosa che non è nella verità: qui si tratta di abbassare il più possibile il rischio. Ricordate sempre che la chiave essenziale sono i comportamenti delle persone“.

Quanto alla riduzione dei tempi della quarantena “sono valutazioni che fanno i nostri scienziati, c’è un confronto in corso a livello internazionale, ne abbiamo parlato nell’ultima riunione di tutti i ministri della Salute. Il nostro Cts, il comitato tecnico scientifico, ha le qualità, le competenze, l’esperienza per poter valutare fino in fondo e si cercherà un equilibrio”.

E sulle manifestazioni dei negazionisti è netto: “Mi fanno venire i brividi quelle manifestazioni perché sono stati mesi troppo difficili, il Paese ha pagato un prezzo enorme, ci sono stati oltre 35.000 morti e i nostri medici e infermieri operatori sanitari hanno passato dei giorni che difficilmente potranno dimenticare nella loro vita”. “Non posso immaginare che si possa far finta che questo non sia avvenuto. E sinceramente incomprensibile è inaccettabile“.