Scuola, certificato medico per assenza: novità in vista 

Scuola, certificato medico per assenza: novità in vista

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Pubblicato il: 11/09/2020 16:44

Certificato medico dopo 3 giorni di assenza da scuola? E’ il tema che sale alla ribalta in vista dell’apertura delle scuole. L’ipotesi, scrive laleggepertutti.it, è relativa all’obbligo di presentare il certificato per poter essere riammessi dopo 3 giorni di assenza nelle scuole materne e negli asili nido o per più di 5 giorni nelle scuole primarie e secondarie.

Lo chiedono vari esponenti ed esperti, a partire dall’Anp (Associazione nazionale presidi). Anche per i medici, evidenzia laleggepertutti.it, il certificato è considerato “il punto debole del sistema”, come affermano Alberto Villani, presidente della Società italiana di pediatria e Giuseppe Di Mauro, membro del Comitato tecnico-scientifico, in un’intervista al ‘Corriere della Sera‘. “Se l’assenza dura più di 3 giorni in nidi e materne (o più di 5 giorni dalle elementari in su) per il rientro sarà necessaria un’attestazione del pediatra relativa allo stato di salute del bambino che escluda la presenza di Covid”, dice Di Mauro.

Ma – aggiunge Villani – “molto probabilmente i pediatri rilasceranno il certificato solo a fronte di un tampone negativo. Nel certificato il medico curante deve poter escludere che la malattia sia correlata al Sars-CoV-2 e per affermarlo è necessario il risultato del tampone che al momento è l’unico test diagnostico di riferimento. La procedura implica che la certificazione diventi un atto impegnativo”.

“Molti bambini – dice il pediatra – potrebbero restare in attesa di avere il via libera per tornare a scuola considerato che dal momento in cui il tampone viene prescritto dai pediatri possono passare giorni prima di avere il risultato. Quindi per un’assenza di 3 giorni legata alla presenza di sintomi simili a Covid-19 potrebbe passare oltre una settimana per attestare che la malattia non è quella”. Per questi motivi, il pediatra confida nell’arrivo dei test Covid rapidi, che il Governo ha già ipotizzato e che probabilmente avverranno con uno screening salivare, meno invasivo rispetto al prelievo di sangue.