Sogin, 900 mln da smantellamento centrali nucleari nel 2020-2025 

Sogin, 900 mln da smantellamento centrali nucleari nel 2020-2025

Pubblicato il: 11/09/2020 16:46

Sogin realizzerà avanzamenti nel decommissioning delle centrali nucleari per oltre 900 milioni di euro nell’arco del piano industriale 2020-2025. Il picco di attività è previsto nel biennio 2022-2023 dovuto, fra l’altro, all’avvio degli smantellamenti delle centrali di Trino e Garigliano e alla realizzazione del Complesso Cemex a Saluggia. Questa pianificazione consentirà il raggiungimento degli obiettivi previsti dal nuovo piano, determinando una crescita del valore medio delle attività, dai 62 milioni di euro registrati nel periodo 2013-2019 ai 151 milioni di euro nell’arco di piano (+144%). E’ quanto prevede il nuovo piano industriale 2020-2025 di Sogin, presentato oggi.

”Migliorare le performance del core business, attraverso un nuovo modello organizzativo. La generazione di valore per il sistema Paese, finalizzato alla tutela dell’ambiente e della salute attraverso processi industriali improntati ai principi della sostenibilità e dell’economia circolare”, commenta l’Ad di Sogin, Emanuele Fontani in occasione della presentazione del piano industriale 2020-2025. Tra le priorità di Sogin, inoltre, ”il mantenimento del presidio di competenze per la realizzazione e l’esercizio del Deposito Nazionale e del Parco Tecnologico -sottolinea Fontani-. Il presidio del gruppo Sogin nel settore del decommissioning, attraverso la valorizzazione di competenze di alto profilo tecnico”.

Per realizzare gli obiettivi, Sogin ha ”delineato un nuovo modello organizzativo che ottimizza i meccanismi di coordinamento tra le diverse funzioni aziendali -spiega Fontani-e valorizza ruoli e responsabilità. Attraverso un rafforzamento della Radwaste Management School, saranno inoltre ampliate le competenze del personale al fine di supportare l’evoluzione futura del decommissioning anche a livello internazionale”.

Cresce l’impegno di Sogin nell’innovazione tecnologica. Il piano delinea, infatti, un percorso di digitalizzazione che mira ad ottimizzare i processi gestionali e industriali in un’ottica di Industry 4.0. Grazie all’esperienza acquisita, Sogin opera all’estero in 17 Paesi nelle attività di decommissioning nucleare e gestione di rifiuti radioattivi, contano circa 700 clienti in portafoglio negli ultimi cinque anni. ”Le opportunità che si presenteranno nel mercato internazionale di settore, con la chiusura di decine di centrali nei prossimi anni -spiega Fontani- costituiscono una occasione di crescita per le attività di decommissioning che il gruppo svolge verso terzi”.

”Il nuovo piano industriale del gruppo Sogin -continua l’Ad Emanuele Fontani- punta a migliorare le nostre performance nel decommissioning nucleare e a integrare i principi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica nei nostri processi industriali e produttivi, in un’ottica di economia circolare e di valorizzazione delle competenze distintive del gruppo”.

”Questo piano ci consentirà, inoltre, -aggiunge Fontani- di accrescere il nostro presidio a servizio del Paese nel settore del decommissioning e delle riqualificazioni ambientali. Sono certo -conclude- che le donne e gli uomini di Sogin, tecnici altamente qualificati, sapranno rispondere con professionalità e determinazione alle sfide che ci attendono nei prossimi anni”.