Colleferro, Brasile: “Volevo deporre fiori. Ero idolo di Willy, ma trattato come diavolo” 

Pubblicato da in data 11 Settembre 2020

Colleferro, Brasile: Volevo deporre fiori. Ero idolo di Willy, ma trattato come diavolo

Massimiliano Minnocci, foto da Facebook

Pubblicato il: 12/09/2020 14:07

di Roberta Lanzara

“Volevo mettere sulla bara un mazzo di fiori, ma appena i giornalisti mi hanno visto è stato come se ci fosse il diavolo“. Lo dice all’Adnkronos Brasile (vero nome Massimiliano Minnocci, romano, della borgata di Pietralata) andato a Paliano per i funerali nel campo sportivo cittadino di Willy Monteiro Duarte che racconta: “Volevo andare da semplice cittadino. Non mi volevo fare pubblicità. Quel ragazzo mi seguiva sui social, ero il suo idolo per il riscatto che sto avendo. Me lo hanno riferito i suoi amici e per questo sono andato a rendergli l’ultimo omaggio”.

“Sono arrivato ed i giornalisti hanno cominciato a dire ‘il Brasile, il Brasile’…La Digos si è girata, ‘vieni qua, non ti muovere’, mi hanno detto e mi è risalito l’odio passato. ‘Ma che, mi sequestrate? Di cosa non mi muovo?’. Loro sanno che quando fanno così mi fanno ritornare indietro nel tempo. Sanno – rimarca Massimilano Minnocci – come farmi partire la brocca. Mi hanno trattato come un bandito di borgata e questo non è giusto perché io sto cambiando e siamo tutti uguali”.

Quindi con amarezza Brasile conclude: “Ormai per determinate persone è meglio che non cambi mai, perché gli fai comodo. Il Brasiliano che si ripulisce non serve più a nessuno. Vogliono il burattino“.

VAURO – “Voglio garantire personalmente la sincerità del percorso di cambiamento di Massimiliano Minnocci (detto il Brasile, ndr.) e lanciare un appello: le persone possono cambiare, dategli la possibilità di farlo”. Lo dice all’Adnkronos il vignettista Vauro Senesi, protagonista lo scorso novembre di uno scontro con Brasile durante la trasmissione di Rete Quattro ‘Dritto e Rovescio’, commentando il racconto di Minnocci andato a Paliano per rendere omaggio a Willy Monteiro Duarte. Vauro prosegue: “Perché invece di respingerlo non gli diamo una mano? E’ meglio che Massimiliano abbia in mano un mazzo di fiori piuttosto che una spranga. E’ un giovane che si sta impegnando con coraggio e a fondo per cambiare la propria condizione e non essere più il pericoloso muscoloso, impasticcato ma una persona capace di affetti e relazioni sociali. E ci sta riuscendo. Il portare i fiori sulla bara di Willy era un importante segnale da uno che ha vissuto da protagonista situazioni violente. Tanto più – conclude il vignettista – che parte del suo impegno è cercare di convincere quelli che sono come era lui a cambiare”.


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