Venezia, Barbera replica a Del Brocco: “Polemica su giuria ingiusta” 

Pubblicato da in data 12 Settembre 2020

Venezia, Barbera replica a Del Brocco: Polemica su giuria ingiusta

Pubblicato il: 13/09/2020 12:48

Il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, prosegue su Twitter la sua querelle con l’ad di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, scrivendo “Canzone del giorno: ‘Bisogna saper perdere’, The Rocks, 1967”, a corredo del filmato di una esibizione del capodanno 2004/2005 proprio dei Rocks che eseguono proprio ‘bisogna saper perdere’.

Filmatino e battuta sono l’ultimo atto, per ora, di uno scontro a distanza che Del Brocco ha cercato di smorzare, inutilmente, affermando, prima che Barbera la trasferisse sui social, che “non esiste alcuna polemica con Alberto Barbera. Il nostro è sempre stato un rapporto amicale, serrato, franco e costruttivo anche nelle fasi di selezione. Abbiamo ruoli diversi, tutti e due difficili. Non si tratta di vincere premi o meno. Più volte, malgrado i tanti film che normalmente abbiamo al festival, siamo usciti a mani vuote e non ho mai detto nulla. Anzi agli atti ci sono molti miei elogi pubblici per il prezioso lavoro che Alberto ha svolto in questi anni”. Una risposta, questa, alla replica di questa mattina da parte di Barbera a quanto affermato ieri da Del Brocco a proposito della giuria della Mostra e delle sue scelte.

“La polemica sulla composizione della giuria lascia il tempo che trova: è assolutamente inutile e ingiusta”, aveva detto il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera, replicando alle polemiche sul palmares del festival che ha lasciato fuori tre dei quattro film italiani in concorso. In particolare, Barbera ha replicato alle critiche dell’ad di Rai Cinema. Del Brocco, infatti, si è detto dispiaciuto e deluso del verdetto sui film italiani, aggiungendo che la composizione della giuria “probabilmente non includeva tutte le diverse forme del cinema”: “Quando Del Brocco dirigerà la mostra sceglierà lui i giurati”, ha detto Barbera. “Anche quando ci sono state giurie composte solo da registi si è polemizzato sul verdetto allo stesso modo. Quando il verdetto non piace a qualcuno si trovano giustificazioni di tutti i tipi”, ha aggiunto.

“Non ha senso – ha ribadito poi più volte durante la conferenza stampa di bilancio della Mostra – parlare dei premi: Avete parlato con la giuria sabato sera e la risposta è in quelle dichiarazioni. Non c’è nulla da aggiungere, non c’è nulla che io abbia intenzione di aggiungere. Non voglio più commentare i premi perché è un esercizio ridicolo, autolesionista e inutile. In tutte le edizioni della Mostra di Venezia, come dei festival di Cannes e di Berlino non c’è una volta che un verdetto non sia stato criticato. È inutile recriminare sui verdetti delle giurie: sono le regole del gioco è vanno rispettate in quanto tali. Sennò decidiamo che non diamo più premi e ognuno si fa il suo palmares personale”.

In ogni caso, per Barbera “il verdetto non mette per nulla in discussione il valore della Mostra, quello che ha significato, quello che ha rappresentato per il mondo del cinema, degli autori, dell’intera filiera dell’industria del cinema. Ci sono arrivate lettere di apprezzamento e ringraziamento da tutto il mondo“, ha sottolinea il direttore.

Anche Roberto Cicutto, presidente della Biennale di Venezia, risponde alle polemiche: “Lo dico dopo essere stato per tanti anni dall’altra parte della barricata con film in concorso: chiunque investa denaro, energia, talento e tempo per realizzare un’opera che merita di essere selezionata in un festival come la Mostra di Venezia, se non vince rimane male. Ma è assolutamente naturale, umano e giustificabile. Dopodiché le giurie sono autonome, fanno le loro scelte, è una competizione e chi partecipa sa che può andare bene o meno bene”. Cicutto fa riferimento anche alla sua precedente esperienza di ad e presidente di Istituto Luce Cinecittà.


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