Zingaretti: “In Italia di twittaroli, noi unico argine alla destra” 

Pubblicato da in data 12 Settembre 2020

Zingaretti: In Italia di twittaroli, noi unico argine alla destra

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Pubblicato il: 13/09/2020 18:37

“Guai a lasciare il terreno agli altri, nessuno si illuda: i democratici il terreno non lo lasceranno mai. Dobbiamo essere orgogliosi per quello che tutti abbiamo fatto in questi anni. Oggi dobbiamo essere orgogliosi perché in questa Italia pazza, di twittaroli, c’è un solo partito che ovunque rappresenta l’unico argine all’avanzata della destra: siamo noi, il Pd, altri non ne ho visti”. Così Nicola Zingaretti, alla Festa dell’Unità di Modena.

“Ai nostri alleati mi permetto di dire basta con l’ipocrisia di essere alleati ma in televisione fare la parte degli avversari perché questo logora l’immagine di un’alleanza che deve essere unita da una missione, da un’identità. Siamo uniti non per occupare poltrone ma per realizzare un programma di rinascita dell’Italia”, continua Zingaretti, che aggiunge: “Chiederemo rigore assoluto al governo che sentiamo nostro e che sosteniamo con decisione, ma ora dovremo dire basta ai troppi se, alle attese e ai ritardi“. “Agli elettori delle forze politiche alleate dico: rimanete con le vostre identità, ma di fronte a sistemi a turno unico io vi domando cos’altro deve accadere per non far scattare ora la parola unità per fermare le destre in tutto il Paese? E’ possibile farlo attorno alle candidature più competitive. Non buttiamo nessun voto. Facciamo una cosa che sembrava impossibile: non chiediamo voti solo contro ma consenso, coscienti di aver fatto e poter fare”, ha continuato.

“Le classi dirigenti italiane – ha quindi aggiunto il numero uno dem – non hanno capito che non è in gioco un’alleanza di governo che ora vi divertite a picconare o il destino di un leader, ma la tenuta della nazione nei prossimi anni. Perché la democrazia deve includere, se si indebolisce si indebolisce la fiducia nello Stato. Ecco perché bisogna continuare a cambiare l’esistente”.

“La nostra missione – spiega Zingaretti – è lasciare ai giovani un’Italia e un Europa migliori. Io credo che il beneficio più grande di questo governo – rimarca – è quello di aver legato nuovamente il futuro dell’Italia al destino dell’Europa e aver avviato il suo cambiamento”, mentre il sogno europeo “stava morendo in milioni di italiani, dopo la sciagura dei sovranisti” alla guida dell’esecutivo.

E ancora: “Combattiamo con tutta la passione possibile e uniti, troppe volte questo richiamo va rifatto. Abbiamo avuto un’agenda folle e su questo io sono pronto a fare autocritica, mi assumo tutte le responsabilità sui ritardi, nell’innovazione del partito e per questo chiedo scusa. Ma io dico ora basta: vinciamo le elezioni, vada avanti chi merita e serve la comunità non chi è più fedele al più potenti di partito“.

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Dall’Europa, continua Zingaretti, “arriveranno centinaia di miliardi, teniamo lontani i gattopardi che vogliono metterci su le mani. Il nostro compito è vigilare, costruire un’Italia nuova e non restaurare l’Italia che c’era prima”.

“Altro che subalternità – aggiunge -, subalterno è chi si è fermato nel teatro della politica, concentrato sugli stessi personaggi e le stesse polemiche. Sapevamo che il cammino era accidentato ma abbiamo combattuto. Dovremo ancora combattere perché siamo forze diverse e distinte e tali resteremo, ma non abbiamo paura di combattere: combatteremo sulla sanità pubblica perché ancora dovete convincerci perché non ricorrere al Mes“.

Poi l’annuncio: “Organizziamo un grande appuntamento nazionale prima di Natale, una grande Agorà, chiamando giovani imprenditori, neo laureati, ricercatori, e insieme ai gruppi parlamentari costruiamo, con una nuova generazione, i progetti per una nuova Italia”.

“Saremo in ogni città, gomito a gomito con l’Italia”, assicura il dem, che sottolinea: “Dicono di me che tendo a sopire le polemiche. E’ vero, io credo nella forza delle idee e non nel chiasso delle voci scomposte. Insulta chi idee non le ha, mentre la politica è buona se muta i rapporti di forza, non si misura sul tasso insulti. La politica utile alle persone è quella che abbiamo praticato noi, quella che porta a spingere verso la stessa direzione”.

Ai giovani “non promettiamo la bella vita, ma se vincono le nostre idee noi promettiamo una vita bella”, ha qundi sottolineato chiudendo la Festa nazionale dell’Unità. “Siamo gli eredi – rivendica – di quegli uomini e quelle donne che hanno ricostruito l’Italia col sangue di 18enni partigiani, che ci hanno consentito di essere qui, loro davanti ai fucili dei nazisti non si sono girati dall’altra parte, non cantavano ‘Bella Ciao’ per ambire a fare carriera in politica, ma per darci la libertà. E’ bellissimo che i movimenti giovanili abbiano risvegliato questo canto nelle piazze, nelle strade: noi dobbiamo esserne degni”.


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