Cina, Sisci: “Database problema politico, Italia è in una tempesta e non lo sa” 

Pubblicato da in data 13 Settembre 2020

Cina, Sisci: Database problema politico, Italia è in una tempesta e non lo sa

(Afp)

Pubblicato il: 14/09/2020 10:57

L’Italia si trova “nel mezzo di una tempesta senza nemmeno saperlo. Sia il nocchiero che la ciurma lo ignorano. E’ pericolosissimo”. Lo afferma in un’intervista all’Adnkronos il sinologo Francesco Sisci, professore di Relazioni internazionale all’Università di Pechino, in riferimento al database creato da una società privata cinese, la Zhenhua della città di Shenzhen, su politici, persone di interesse pubblico, membri delle istituzioni, imprenditori e criminali che vivono all’estero e anche in Italia.

Secondo Sisci, il database in questione, oltre ad aspetti tecnici che andranno approfonditi, pone innanzitutto un problema politico. “Solo i distratti non si sono accorti, e purtroppo in Italia sono tanti, che negli ultimi tre-quattro anni i rapporti tra Cina e Usa, tra Cina e alcuni Paesi asiatici come Giappone, India e Vietnam sono enormemente peggiorati: oggi è in atto una vera seconda guerra fredda tra la Cina e un gruppo di altri Stati”, spiega il professore, sottolineando che “in questo contesto l’Italia è stata estremamente superficiale nell’avere un rapporto con la Cina, sia per i tempi che per i modi. E’ questo credo il problema dei problemi che questo scandalo mette in luce”.

Per Sisci, oggi non si può avere un rapporto con la Cina in questo modo senza mettere in pericolo se stessi e la rete di alleanze e rapporti internazionali consolidati a cui si appartiene. “C’è una grande ingenuità di fondo nella politica italiana nel gestire la Cina, che riguarda tutti i partiti”, prosegue il sinologo evidenziando come l’Italia, che è “necessariamente” coinvolta in questa Guerra Fredda, abbia tre scelte.

“Uscire dalla Nato e dall’Unione Europea, rimanere neutrali ma per l’Italia non è possibile ‘sic et simpliciter’, deve comunque uscire dalla Nato – rimarca – La terza opzione è partecipare a questa guerra fredda, ma non è una cosa facile, ci vogliono conoscenza e sapienza”.

Sul database, che è “senz’altro posto al servizio del governo cinese”, Sisci pone alcune questioni, a partire dall’obiettivo per il quale è stato creato. “Non so se è diverso da quello che tante ambasciate fanno, bisogna capire che tipo di schedatura avveniva e che scopi aveva: serve per invitare la gente alla festa del primo ottobre o per altro? E poi quanto è profondo e quali notizie raccoglieva”.

Secondo Sisci, nell’ultimo periodo l’Italia ha rivolto una particolare attenzione verso la Cina, come dimostrano le visite dei massimi esponenti del governo di Pechino a Roma. “La domanda – incalza il professore – è perché il governo italiano ha questa attenzione e ha scelto questo momento non proprio felice e questi modi ancora meno felici? Il problema di fondo è l’ignoranza. Se non sai come si guida la macchina, non provare a farlo. Specialmente se siamo in una gara di Formula Uno in cui tutti sono piloti provetti e tu non lo sei”.


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