Lega presenta mozione sfiducia ad Azzolina 

Pubblicato da in data 15 Settembre 2020

Lega presenta mozione sfiducia ad Azzolina

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Pubblicato il: 16/09/2020 13:41

La Lega, come annunciato negli scorsi giorni dal leader Matteo Salvini, ha presentato in Senato la mozione di sfiducia individuale per la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, primo firmatario lo stesso Salvini.

“La disastrosa gestione della scuola del Ministro Azzolina sta tenendo in tensione famiglie, studenti e personale, un ministro che ha perso molti mesi preziosi in chiacchiere, senza fornire alcuna certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti”. Questo uno dei passaggi chiave del testo leghista. “Il governo – attaccano – non ha alibi e l’incapacità di chi lo rappresenta pesa ormai irrimediabilmente sulla vita e sulla formazione dei nostri ragazzi. Servono risposte immediate, non c’è più tempo e senza ripartenza in sicurezza della scuola non riparte l’intero Paese” per cui “visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento” la Lega “esprime la propria sfiducia al ministro dell’istruzione, onorevole Lucia Azzolina, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.

Anche tesi di Laurea e carriera della ministra Azzolina nel mirino dei leghisti. Nella mozione di sfiducia, infatti, si levano dubbi sulla titolare dell’Istruzione: “C’è il dubbio – si legge nella mozione – che la Ministra Azzolina abbia commesso reato di plagio e di violazione del diritto d’autore, copiando da opere altrui interi brani (complessivamente sarebbero più di 40) sia nella sua tesi per la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario, discussa all’Università di Pisa nel 2010, sia nelle due tesi di primo e di secondo livello, discusse all’Università di Catania, mettendo per giunta in vendita i tre elaborati su un sito specializzato”

Non solo. “La stessa ministra, come segnalato in due articoli del 12 e del 14 agosto pubblicati dal ‘Giornale’, risulterebbe essersi di fatto anche ‘autoassunta’ a dirigente scolastico”. Il Tar – concludono dal partito di Matteo Salvini – ha emesso una sentenza di annullamento dell’intera prova del concorso a cui il Ministro ha partecipato, se il Consiglio di Stato il prossimo 15 ottobre dovesse confermare quanto previsto dal Tar Lazio, si potrebbe sostanziare una situazione di palese conflitto di interessi”.

Ecco il testo integrale della mozione depositato dai leghisti a Palazzo Madama: “A ridosso dell’inizio dell’anno scolastico, si registra un clima di esasperante incertezza sugli aspetti principali inerenti la riapertura delle scuole a seguito della prolungata chiusura, dal mese di marzo, dovuta all’emergenza Covid-19”.

“Continuano – si legge – a variare le indicazioni alle famiglie e agli addetti ai lavori sugli orari d’ingresso a scuola, se questi saranno o meno diversificati per fasce orarie, se ci saranno doppi turni tra mattina e pomeriggio per poter attuare il necessario distanziamento in caso di assenza di spazi adeguati, se dovranno essere i genitori stessi a dover effettuare le misurazioni della temperatura corporea dei propri figli, prima dell’ingresso a scuola; questo solo per citare alcuni degli innumerevoli dubbi che, nell’imminenza dell’inizio dell’anno scolastico 2020-2021, destano forte preoccupazione tra i genitori dei ragazzi in età scolare ed aggravano non poco le difficoltà legate alla gestione della situazione”

E ancora: “l’incertezza circa l’avvio dell’anno scolastico 2020-2021, le paventate ipotesi di un nuovo lock-down, generano insicurezza nei genitori per la gestione delle dinamiche familiari per quanto attiene l’organizzazione dei tempi e la conciliazione degli impegni scolastici dei figli con il proprio lavoro. In tale situazione non facile e inusuale, le famiglie si sarebbero aspettate dall’autorità che governa il sistema scolastico italiano un atteggiamento di responsabilità, una gestione autorevole ed efficiente della macchina organizzativa, stante soprattutto l’ampio margine di tempo avuto da marzo per pianificare ogni aspetto inerente il ritorno in aula”.

La mozione leghista poi ricorda come “al contrario, da mesi assistiamo a dichiarazioni confuse e spesso contraddittorie del ministro dell’Istruzione in carica On. Lucia Azzolina, a ipotesi di soluzioni velleitarie, ma soprattutto a un atteggiamento di chiusura, di cocciuto arroccamento su posizioni che non lasciano spazio ad alcuna mediazione, allo scontro continuo con tutte le categorie della scuola: dagli insegnanti, ai dirigenti scolastici, ai sindacati di settore”

“Gli sconclusionati interventi sui media del ministro Azzolina hanno spiazzato gli operatori del comparto scuola e i genitori: dal plexiglas all’acquisto dei banchi singoli con le rotelle dal costo insostenibile per il sistema pubblico; dall’utilizzo di cinema, teatri, biblioteche e B&B come aule, sottraendoli alla loro funzione primaria anch’essa importante, ignorando per motivi ideologici la disponibilità delle strutture paritarie, alla mancata fornitura di termoscanner alle scuole, aspetto di fondamentale importanza, lasciando alle famiglie – nonostante la perplessità degli infettivologi – la responsabilità di misurare la temperatura ai figli prima di uscire di casa”.

“Non si sa se gli alunni dovranno presentarsi con l’attestazione della misurazione giornaliera, chi la firmerà nel caso di genitori assenti per motivi di lavoro, quando sarebbe decisamente più semplice e sicuro effettuare la misurazione all’ingresso dell’Istituto; inoltre, per l’acquisto dei banchi singoli, l’inerzia dello stesso Ministro ha portato prima alla nomina di un commissario e poi a una discussa gara europea fuori tempo massimo”, attaccano dal partito di Salvini.

“Arrivati al limite di tempo estremo per l’individuazione degli spazi necessari alla ripartenza delle lezioni in presenza, il ministro Azzolina ha dovuto ammettere che la scuola paritaria, in quanto parte integrante del sistema pubblico, va tutelata allo stesso modo della statale, aprendo (a parole) la strada ad accordi per l’utilizzo di locali delle paritarie da parte delle scuole statali. Tale soluzione proposta già da mesi dalla Lega, poteva tranquillamente essere percorsa con determinazione da subito. Non solo adesso (ammesso sia vero), a ridosso cioè dell’avvio dell’anno scolastico, compromettendo la buona riuscita dell’intera operazione”.

“Considerato che: non c’è stata alcuna chiarezza in merito agli organici dei docenti, malgrado la grande necessità di insegnanti legata all’esigenza di duplicazione delle classi per il distanziamento; il Ministro anziché adoperarsi per garantire la presenza di insegnanti tutti titolari in cattedra per settembre, attraverso una procedura di stabilizzazione dei precari storici, ha proposto un concorso da effettuarsi in estate, impossibile da realizzare, non a caso poi fatto slittare visto che non ci sono mai stati i tempi tecnici per espletarlo e viste le limitazioni dell’emergenza sanitaria”.

“Per coprire i posti lasciati scoperti a causa dei pensionamenti, quest’anno saranno necessari 30 mila insegnanti in più, che porteranno a oltre 200 mila il totale dei precari. E dire che, per uscire dall’impasse sarebbe bastato effettuare l’assunzione dalle graduatorie, sistema già utilizzato per le Gae, procedura pienamente legittima come affermato da numerose pronunce costituzionali. Per nulla irrispettosa delle regole come invece continua a ripetere il Ministro che pure, da insegnante e sindacalista, si era battuta (a parole) per il rispetto della direttiva europea n. 70 del 1999, che prevede di non reiterare all’infinito contratti a tempo determinato ai precari con 36 mesi di servizio”.

A seguire si legge: “Atteso che: nelle situazioni di difficoltà chi ne paga le conseguenze maggiori sono i più deboli, desta molta preoccupazione la situazione dei ragazzi diversamente abili, visto che sarebbero necessari almeno 50.000 insegnanti di sostegno, ma non c’è stato ancora alcun reale interessamento da parte del Ministro (la Lega chiede almeno 20.000 stabilizzazioni subito); riguardo alla tanto pubblicizzata assunzione di 85 mila docenti sui posti vacanti e disponibili, prima di Azzolina nessun ministro si era vantato per una procedura di fatto automatica, che si ripete ogni anno. Infatti, come previsto dall’art. 39 della legge 27 dicembre 1997 n. 449 recante misure per la stabilizzazione della finanza pubblica, come modificato dall’art. 22 della legge 23 dicembre 1998 n. 448 e dall’art. 20 della legge 23 dicembre 1999 n. 488, per le assunzioni nel comparto Pubblico impiego-Scuola, l’Amministrazione scolastica chiede al ministero dell’Economia l’autorizzazione relativa”.

“Quest’ultimo – si legge ancora – una volta accertato che le assunzioni non comportino aggravio ingiustificato per l’Erario, cioè che i posti siano effettivamente vacanti e disponibili nella pianta organica, stila una nota tecnica e predispone uno specifico DPCM. Succede però che nelle graduatorie da esaurimento (Gae) di diverse province, in prevalenza al Centro-Nord, molte classi di concorso siano esaurite come pure le graduatorie di merito. Secondo i sindacati “è difficile si arrivi a coprire con assunzioni in ruolo più del 30% dei posti disponibili”. Stando ad alcune previsioni si apre un anno scolastico con lo spettro di circa 300 mila supplenti, anche perché ai numeri attuali bisogna aggiungere l’organico Covid”, circa 70 mila tra professori e collaboratori scolastici”.

“Si è rivelata un flop la c.d.“chiamata veloce” dei docenti, messa in piedi dal Ministero dell’Istruzione, che consente a chi è in graduatoria, ma non ha ottenuto il ruolo con la normale tornata di assunzioni nella propria regione, di presentare domanda in altra regione dove ci sono posti disponibili, per ottenere prima la cattedra a tempo indeterminato. Evidentemente il blocco quinquennale di permanenza, ha scoraggiato questa scelta da parte dei docenti per cui sarà necessario ricorrere, ancora una volta, ai supplenti. Un’ulteriore spinosa questione riguarda i docenti che, affetti da patologie o di età più avanzata (c.d. lavoratori fragili), stanno chiedendo di restare a casa, visto l’aumento in questi giorni del numero dei contagi da molte regioni e in particolare dalla Toscana, dalla Puglia e dalla Campania, giungono forti lamentele sulle nuove graduatorie provinciali dalle quali si dovrebbe pescare i supplenti”, prosegue la mozione.

“I tempi sono strettissimi – ricordano i leghisti – il personale è poco, con il risultato di una situazione a dir poco caotica. “La legge non dispone che per l’avvenire” è scritto nelle Preleggi del Codice Civile, ma per quanto riguarda i punteggi tale atto del Ministro dispone anche per il passato: è cioè retroattivo, andando a modificare il delicato sistema di rapporti ed equilibri determinato dalla sedimentazione pluridecennale di punteggi e valutazioni. Si determineranno situazioni di contrapposizione, che inevitabilmente sfoceranno in pesanti contenziosi, in dispregio del “buon andamento” della pubblica amministrazione (art. 97 della Costituzione). Sarebbe stato più opportuno e responsabile adottare un sereno e ponderato regime transitorio per traghettare, senza scosse, il vecchio quadro valutativo verso il nuovo”.

Il testo poi recita: “Considerato che: come ripetutamente denunciato dal linguista Massimo Arcangeli sulle pagine di “Repubblica” e di altri quotidiani nazionali, c’è il dubbio che la Ministra Azzolina abbia commesso reato di plagio e di violazione del diritto d’autore, copiando da opere altrui interi brani (complessivamente sarebbero più di 40) sia nella sua tesi per la Scuola di Specializzazione all’Insegnamento Secondario (perché di questo si tratta, non di una semplice relazione di tirocinio, come pubblicamente confermato dal funzionario che al tempo coordinava la segreteria della SSIS per la Toscana), discussa all’Università di Pisa nel 2010, sia nelle due tesi di primo e di secondo livello, discusse all’Università di Catania, mettendo per giunta in vendita i tre elaborati su un sito specializzato”.

“La stessa Ministra, come segnalato dallo stesso Arcangeli in due articoli del 12 e del 14 agosto pubblicati dal “Giornale”, risulterebbe essersi di fatto anche “autoassunta” a dirigente scolastico, poiché la ministra è già ora in posizione utile per essere chiamata a rivestire quel ruolo dopo il via libera del Ministero all’assunzione di 458 nuovi Ds per l’anno scolastico 2020-2021. Il TAR ha emesso una sentenza di annullamento dell’intera prova del concorso a cui il Ministro ha partecipato, se il Consiglio di Stato il prossimo 15 ottobre dovesse confermare quanto previsto dal Tar Lazio, si potrebbe sostanziare una situazione di palese conflitto di interessi”

“Atteso che; con 200.000 insegnanti precari non stabilizzati, 50.000 precari assunti e licenziabili, in caso di lock-down, senza alcuna tutela o indennità di disoccupazione, con 20.000 aule mancanti, senza garanzia di spazi adeguati e relative forniture di arredi, senza chiarimenti sulla misurazione della febbre, senza sapere se e come si potrà usufruire di servizio mensa e trasporti in sicurezza, le scuole rischiano di non riaprire e sarebbe un pessimo segnale che getterebbe il Paese nello sconforto più totale”, scrivono i senatori del Carroccio.

“Considerato infine che: secondo un sondaggio realizzato in esclusiva per Affaritaliani.it da Roberto Baldassari, direttore generale di Lab2101 e docente di Strategie delle ricerche di opinione e di mercato all’università degli studi RomaTre, il 55,2% degli italiani vuole che la ministra Azzolina lasci subito l’incarico; la disastrosa gestione della scuola del Ministro Azzolina sta tenendo in tensione famiglie, studenti e personale, un Ministro che ha perso molti mesi preziosi in chiacchiere, senza fornire alcuna certezza sul proprio destino a 8 milioni di studenti”.

“il Governo non ha alibi e l’incapacità di chi lo rappresenta pesa ormai irrimediabilmente sulla vita e sulla formazione dei nostri ragazzi. Servono risposte immediate, non c’è più tempo e senza ripartenza in sicurezza della scuola non riparte l’intero Paese, visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 161 del Regolamento, esprime la propria sfiducia al ministro dell’istruzione, onorevole Lucia Azzolina, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”, è la richiesta finale.


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