Toscana, Ceccardi: “Aspettiamo cambiamento da 50 anni, è a portata di mano”  

Pubblicato da in data 17 Settembre 2020

Toscana, Ceccardi: Aspettiamo cambiamento da 50 anni, è a portata di mano

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Pubblicato il: 18/09/2020 22:08

Aspettiamo questo cambiamento da 50 anni ed è davvero a portata di mano. I nostri avversari si sono svegliati tardi, noi andiamo a vincere. La vittoria è davvero alla portata di mano”. Lo ha detto l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra alla presidenza della Toscana, durante il comizio a Firenze per la conclusione della campagna elettorale regionale, con al suo fianco i leader della coalizione, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani.

“Le sfide non si vincono da soli, si vincono insieme. Noi ci crediamo, abbiamo una squadra e un programma, mentre i nostri avversari sono divisi”, ha sottolineato Ceccardi, affiancata per l’occasione sul palco anche dai sindaci delle città toscane amministrate dal centrodestra, tra cui sei su dieci capoluoghi di provincia.

“Da quando abbiamo vinto in queste città toscane non sono arrivati i barbari, in una regione in cui spesso i problemi sociali sono dimenticati – ha sostenuto Ceccardi – Abbiamo preso voti nelle città abbandonate dalla sinistra. Il presidente della Regione Rossi si è occupato di fomentare uno scontro ideologico, contro quelli che lui chiama i fascioleghisti e che invece sono cittadini perbene, e che magari hanno votato anche a sinistra. E la riforma della sanità Rossi-Renzi è stata un disastro per la nostra regione”.

“Io ho girato tanto e ascoltato tutti, e tanti cittadini sognano una rivoluzione del merito, a partire dalla sanità. Io non ho nemici, ho avversari politici – ha sottolineato Ceccardi – Posso nutrire anche una simpatia per il mio avversario, per Giani. Il Pd sarà pronto a scaricare la responsabilità su di lui in caso di sconfitta. Eh no, caro Pd, cara Italia Viva, caro Matteo Renzi, siete stati voi a governare finora”.

Ceccardi ha assicurato che se diventerà presidente della Regione guarderà “la Toscana dall’alto, per dare importanza a tutti i cittadini, a tutte le province, a tutti i comuni allo stesso modo. Basta cittadini di serie A e B. La Toscana a due velocità non esiste più: da tempo ha smesso di crescere tutta la regione”.

“Per far ripartire le opere pubbliche, mettere commissari capaci, e li sceglieremo non perché hanno una tessera di partito in tasca ma facendo prevalere il merito – ha garantito Ceccardi – Per il ponte di Albiano crollato useremo per la ricostruzione il modello del ponte di Genova, realizzato in un anno. Con la sinistra al governo in Toscana le macerie del ponte sono sempre lì”.

“Hanno gestito la Toscana come se fosse cosa loro – ha sostenuto Ceccardi – A noi piacciono le piazze piene di qualsiasi colore, e non minacceremo nessuno. Nella mia Toscana non ci deve essere spazio per l’odio e le minacce per chi va in piazza. Io non odio nessuno, e perdoniamo anche gli eccessi visti contro di noi, le minacce, gli insulti”.

Susanna Ceccardi ha concluso il suo intervento citando Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, e alla fine vinci”. Per l’europarlamentare è stato un trionfo personale nella piazza della Repubblica, dove è stata applaudita e festeggiata da circa 1.800-2.000 persone, secondo gli organizzatori (oltre 700 erano i posti a sedere).


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