Genova, velocità e prudenza: il voto nell’era Covid cambia abitudini degli elettori 

Pubblicato da in data 19 Settembre 2020

Genova, velocità e prudenza: il voto nell'era Covid cambia abitudini degli elettori

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 20/09/2020 21:02

Sui muri i disegni dei bambini accanto ai numeri del seggio, “bentornati a scuola”; alle finestre delle aule, trasformate in sezioni per la due giorni del voto, guardando tra gli alberi nella piazza della stazione di Brin si vedono impalcato e piloni del nuovo ponte di Genova San Giorgio. Scuola Ludovico Ariosto, all’interno dell’istituto comprensivo di Certosa che ospita elementari e materna, alle 18 del pomeriggio del primo giorno di voto i corridoi sono un lungo andirivieni di elettori, scrutatori, assistenti.

Distanziamento e tutti in fila ordinatamente aspettano il loro turno per entrare, all’ingresso un banchetto per le informazioni con gel disinfettante e personale pronto ad aiutare anche chi ha lasciato la mascherina a casa. Non è quasi mai successo durante la giornata, l’attenzione è alta: con le sue dieci sezioni è questo il seggio più grande del quartiere di Certosa, la zona di Genova diventata il quartiere più conosciuto dopo il disastro del Morandi nel 2018, che ha vissuto la demolizione i lavori di ricostruzione e l’inaugurazione del nuovo viadotto appena un mese fa.

“Queste sono state davvero elezioni diverse – racconta all’Adnkronos Fabio Franchini, di Certosa, presidente del seggio 142 – il Covid ha cambiato l’approccio delle persone rispetto a quello che abbiamo conosciuto da sempre: la gente non si ferma più a chiacchierare una volta uscita dal seggio. Prima si scambiavano due parole ora si entra velocemente, con prudenza, si vota e poi tutti se ne vanno. Paura? No, non la chiamerei così: io ho visto tanta dignità e attenzione alle regole, persone che si disinfettano le mani, si presentano con la mascherina e attenzione”. Nel seggio di Franchini all’Ariosto su 606 aventi diritto in tutta la giornata hanno votato circa in 120. “120 in meno di 5 anni fa alla stessa ora – precisa ancora – ma è difficile fare un paragone perché alle ultime elezioni si è sempre votato su un giorno solo e questa volta le giornate sono due. L’afflusso è stato lento ma costante, senza code”. Sulle scale fuori dalla scuola Giuseppe è sicuro: “L’affluenza sta salendo, quello che traina è il referendum”.

Ma non tutti sono d’accordo e mentre si avvicina l’orario tradizionalmente di picco degli accessi alle urne, poco prima di cena, nel giardino di fronte all’istituto si torna sul clima insolito di questa tornata elettorale. “Questa è stata una campagna elettorale molto più ‘virtuale’ – racconta Massimiliano Milone, operaio e Rsu ex Ilva, oggi Mittal, che a Certosa è cresciuto e nella stessa scuola dove oggi vota ha frequentato le scuole elementari – Certo i candidati hanno girato ma comizi e volantinaggi ce ne sono stati pochi. C’è un clima diverso, è tranquillo ma l’affluenza non è altissima, non vorrei che qualcuno temesse il pericolo contagio, che è reale, la situazione globale non è incoraggiante, ma devo dire che però qui al seggio e in generale per queste elezioni si è fatto il massimo per mettere tutti nelle condizioni di votare in sicurezza e tranquillità, ho visto persino disinfettare le matite”.

C’è poi un altro aspetto particolare, che riguarda gli elettori più giovani. Lo racconta Matteo, che ha 20 anni: “Questo è il mio secondo voto ma il primo è stato per le elezioni europee quindi si tratta della prima volta alle urne per un’elezione regionale che riguarda più da vicino tutti noi. Cosa mi aspetto dalla politica? Un miglioramento della situazione, trasporti e autostrade”. E il lavoro? “E’ vero – continua – in tanti vanno via, in genere verso Milano, perché pensano di trovare più opportunità: sicuramente si può fare di più, corsi formativi o valorizzare il territorio”. Dalle prime volte al voto alle prime, primissime, nel ruolo di presidente di seggio, per giovani o giovanissimi scrutatori che hanno rinnovato il personale di seggio in questo turno elettorale in cui le ultime sostituzioni di rinunciatari si sono chiuse solo ieri.

Spostandosi da Certosa verso il Ponente di Genova si arriva a Voltri dove dopo una mattinata tranquilla, il pomeriggio ha visto scaldarsi l’affluenza ai seggi. Distanziamento garantito, percorsi segnati all’interno delle sezioni per evitare assembramenti e dividere i flussi in entrata in uscita, maxi-forniture di gel disinfettanti e mascherine per chi si è presentato senza o ha dimenticato i Dpi necessari ad accedere alle urne, anche qui il primo dei due giorni dedicato al voto procede in modo fluido, senza intoppi.

Al Liceo Lanfranconi di Voltri, nel municipio Ponente di Genova che ospita 4 sezioni, Davide De Vita 20 anni alla sua prima volta da presidente di seggio racconta le impressioni su questo voto nel 2020 del Covid. “La mattina c’è stato un buon afflusso – dice all’Adnkronos – alle 16 eravamo a circa 200 votanti nella sezione 8 su 574 aventi diritto. E’ la mia prima in assoluto, non avevo mai fatto neanche lo scrutatore: avevo dato la disponibilità, mi hanno chiamato e poi poco prima di entrare questa mattina, un quarto d’ora prima, mi hanno chiesto se volevo fare il presidente di seggio. E eccomi qua. E’ andato tutto bene, niente code, è stato tutto tranquillo, non abbiamo avuto per fortuna problematiche particolari tutti rispettano il distanziamento e l’uso di mascherine e gel igienizzante”.

Nella sezione a fianco Matteo Agostino, 25 anni anche lui presidente di seggio, racconta che l’affluenza è andata leggermente meglio nel pomeriggio per il resto è stato un voto senza particolari criticità: “Tutto come sempre – dice con gli occhi ai numeri – da noi hanno votato in circa 200 su 730 aventi diritto”.

Da ponente verso il centro, verso sera il giardino davanti all’Istituto comprensivo di Sampierdarena è un viavai di famiglie e elettori al seggio. Qui sono 6 le sezioni in totale. “Da noi su 697 iscritti hanno votato in 170 circa, è ancora molto lenta – aggiunge Giovanni La Pignola, presidente della sezione 209 – è stato tutto molto tranquillo. Il polso rispetto alle elezioni del 2015? Per il momento l’affluenza sembra più bassa”. Per votare c’è ancora tempo fino alle 23 di oggi. E poi domani dalle 7 alle 15.


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background