Calabria, chi sono i nuovi sindaci dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa 

Pubblicato da in data 21 Settembre 2020

Calabria, chi sono i nuovi sindaci dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa

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Pubblicato il: 22/09/2020 19:23

Due sono nella provincia di Reggio Calabria (Platì e Scilla), tre in quella di Vibo Valentia (Limbadi, San Gregorio d’Ippona e Briatico), e ancora due in provincia di Crotone (Strongoli e Cirò Marina). Sono i Comuni calabresi che, dopo essere stati sciolti per infiltrazioni mafiose, da oggi hanno un nuovo sindaco (tranne Cirò Marina, dove si va verso il ballottaggio). A Platì il nuovo Primo cittadino è Rosario Sergi, che ha portato a casa la vittoria con la lista “Liberi di ricominciare”. Sergi ha ottenuto il 78,12 per cento (pari a 1.021 voti), sconfiggendo lo sfidante Pietro Marra che alla guida della lista “Movimento popolare autonomo” ha ottenuto il 21,88 per cento (pari a 286 voti).

Dopo il commissariamento per infiltrazioni mafiose, dunque, il piccolo paese delle pendici joniche dell’Aspromonte, considerato uno dei territori dove i clan spadroneggiano, ha di nuovo il suo sindaco, anche se quello di Sergi è un ritorno, essendo stato Primo cittadino di Platì dal 2016 al 2018, quando fu costretto a dimettersi nel momento in cui alcuni consiglieri di maggioranza gli hanno tolto la fiducia. Sergi aveva vinto le elezioni nel 2016 dopo circa 10 anni di commissariamento per mafia. Il Comune di Platì, poi, venne nuovamente sciolto per infiltrazioni mafiose nell’aprile del 2018 (la quarta volta in 15 anni).

Nuovo sindaco anche a Scilla, dove l’esito della competizione era scontato. Il nuovo sindaco (Primo cittadino anche prima dello scioglimento) è Pasqualino Ciccone, che con la lista “Scilla Riparte” ha ottenuto il 97,84 per cento, pari a 2.757 voti. Lo sfidante Ilario Ammendolia, che guidava la lista “Diritti Democrazia Libertà”, ha avuto appena 61 voti, il 2,16 per cento. Un voto scontato, dunque, con Ammendolia che è sceso in campo solo poco prima della scadenza dei termini per la presentazione delle liste e quando già tutti pensavano che Ciccone (che ha ricandidato molti ex consiglieri comunali) avrebbe dovuto sfidare solo il quorum. Sindaco eletto anche a Limbadi, terra del potente clan Mancuso. A vincere con il 61,81 per cento (1.230 voti) è stato Pantaleone Mercuri, alla guida della lista “Risorgi Limbadi”.

Mercuri sfidava la lista “Limbadi Libera e democratica” capeggiata dalla candidata Rosalba Sesto, consigliere di minoranza nella passata amministrazione comunale, che ha ottenuto 760 voti (pari al 38,19 per cento). Altissima l’attenzione degli inquirenti sul territorio di Limbadi, anche dopo il colpo assestato al clan Mancuso dall’inchiesta Rinascita-Scott condotta dalla Dda di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri. Nuovo sindaco, dopo due scioglimenti dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose (l’ultimo nel 2018), anche a San Gregorio d’Ippona.

A vincere la competizione elettorale con la lista “Insieme per San Gregorio” è stato Pasquale Farfaglia, che ha ottenuto 600 voti, pari al 38,63 per cento. Poco più indietro la lista “Si può fare” guidata da Gregorio Carnovale (542 voti, pari al 34,90 per cento). La terza lista, infine, “S. Gregorio nel cuore”, capeggiata da Alessandro Lacquaniti, si è fermata a 411 voti, pari al 26,46 per cento. La sfida a tre, dunque, si è conclusa con la vittoria dell’ingegnere Farfaglia, già sindaco di San Gregorio dal 2005 al 2007 (poi il Comune venne sciolto per mafia), e candidato nelle precedenti amministrative del 2014, quando fu sconfitto da Michele Pannia (amministrazione poi sciolta per infiltrazioni mafiose).

Anche su San Gregorio d’Ippona, dunque, l’attenzione degli inquirenti resta alta per via dell’influenza accertata sulla vita politica locale della cosca Fiarè-Gasparro-Razionale, alleata dei Mancuso di Limbadi. Infine, sindaco eletto anche a Briatico, dove a vincere è stato Lidio Vallone, che capeggiava la lista “Briatico per sempre”. Vallone ha ottenuto 1.419 voti (pari al 62,70 per cento), contro gli 844 (37,30 per cento) dello sfidante ed ex sindaco Costantino Massara, che guidava la lista “Briatico nel cuore”.

La sfida a due nel comune sciolto tre volte per mafia, dunque, si conclude con la netta vittoria del medico già in passato consigliere comunale a Briatico e assessore provinciale. Quanto alla provincia di Crotone, a Strongoli il nuovo sindaco è Sergio Bruno, maresciallo maggiore dei carabinieri in forza Nucleo comando provinciale di Crotone. Bruno, con la lista “Per Strongoli”, ha ottenuto il 49,32 per cento, pari a 1.915 voti. Alle sue spalle l’ingegnere Ferdinando Greco, che con la lista “Strongoli ora” ha ottenuto il 27,20 per cento (pari a 1.056 voti).

Infine, con la lista “Strongoli nel cuore”, al terzo posto Saverio Antonio Romano, che ha incassato il 23,49 per cento, 912 voti. L’amministrazione comunale di Strongoli è stata sciolta nell’aprile del 2018 per via del coinvolgimento dell’allora sindaco Michele Laurenzano (ma anche di alcuni dipendenti comunali) nell’inchiesta antimafia denominata “Stige”, che ha colpito la cosca Giglio, egemone in quel territorio. Infine, Cirò Marina, dove si va verso il ballottaggio.

A sfidarsi fra due settimane saranno l’ex presidente facente funzione della Provincia, Giuseppe Dell’Aquila, che con le sue tre liste, dopo le prime sezioni scrutinate, è al 41,24 per cento dei voti, e Sergio Ferrari, le cui tre liste al momento sono al 30,46 per cento. L’amministrazione comunale di Cirò Marina è stata sciolta nel 2018 dopo l’arresto dell’allora sindaco Nicodemo Parrilla nell’ambito dell’operazione antimafia “Stige” contro la cosca Farao-Marincola.


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