Arbitro e fidanzata uccisi a Lecce, fermato un 21enne  

Pubblicato da in data 27 Settembre 2020

Arbitro e fidanzata uccisi a Lecce, fermato un 21enne

Pubblicato il: 28/09/2020 22:32

C’è un fermo nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Daniele De Santis, 33 anni, arbitro, ed Eleonora Manta, 30 anni, impiegata Inps, la coppia uccisa la sera del 21 settembre scorso in un appartamento di via Montello a Lecce. Il presunto omicida, ha detto il procuratore capo della Repubblica del tribunale di Lecce Leonardo Leone De Castris, è A.D.M., un 21enne di Casarano, studente in Scienze Infermieristiche “con attività all’ospedale Vito Fazzi”. Il giovane è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Il procuratore ha parlato di “uno studente in scienze infermieristiche” che “era stato coinquilino, cioè affittuario di una stanza nei mesi precedenti e fino ad agosto scorso“. Proprio nella casa dove è avvenuto il delitto.

IL POSSIBILE MOVENTE – “La ricostruzione dell’episodio si è resa subito molto complessa perché inizialmente per un lungo tratto della vicenda durata 6/7 giorni e ancora adesso l’unica cosa che non è stata possibile ricostruire, secondo l’impostazione accusatoria, è il movente. Il movente è solo parzialmente ricostruito“. “Questo per noi ha rappresentato una grande difficoltà iniziale – ha continuato – perché, senza movente, è difficile stabilire quale sia la pista da imboccare”. “Ci auguriamo ci sia una confessione” ha detto durante la conferenza stampa.

LA SVOLTA – “La ricostruzione della responsabilità e delle modalità secondo l’impostazione accusatoria si fonda su elementi di prova che sono rinvenibili principalmente su dati tecnici e quindi visione dei filmati delle telecamere, intercettazioni, una parziale e preliminare perizia di comparazione grafica” sul bigliettino ritrovato. Oltre che su questo accertamento e sugli altri dati tecnici le indagini si sono basate su “attività di polizia tradizionale e cioè pedinamenti e riprese filmati del soggetto. Si è arrivati a lui anche attraverso le immagini che per fortuna non sono state pubblicate dai media in questi giorni”.

IL BIGLIETTINO – “E’ stato trovato un bigliettino nell’immediatezza dei fatti. Inizialmente non si sapeva se fosse stato volontariamente messo lì o se fosse caduto” ha spiegato il procuratore. “Si è stabilito ben presto che in realtà era stato perso dall’aggressore e questo ha dato la possibilità di comparare questa grafia con quella dei documenti presso la Prefettura e presso il Comune”. Nel bigliettino, i famosi cinque foglietti, “non vi è soltanto uno studio dell’itinerario da seguire per evitare le telecamere e quindi per agire in sicurezza ma vi è purtroppo anche la programmazione delle modalità dell’azione omicidiaria che sarebbe dovuta essere preceduta anche da una attività preliminare e prodromica all’omicidio”. “La ricostruzione dell’episodio ci dice che c’è stata una fortissima premeditazione e questo è rinvenibile sia dall’attività di ispezione che il soggetto ha fatto nei giorni precedenti e anche durante la giornata dell’episodio, sia dall’esame e dall’interpretazione del bigliettino”, trovato per terra vicino all’appartamento di via Montello.


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