Serie A, Sileri: “Basta abbracci in campo” 

Serie A, Sileri: Altri giocatori positivi? Dovrebbe scattare stop

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/09/2020 15:33

“I giocatori smettano di abbracciarsi e baciarsi, anche dopo un gol: i nostri sportivi sono forti e preparati, sapranno come contenersi”. Lo afferma, ai microfoni di ‘Un giorno da pecora’ di Radio 1 Rai, il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri, parlando del caso Genoa. “Se si hanno contatti stretti, per esempio con il portiere Perin, si deve andare in quarantena -dice- e non deve farlo necessariamente tutta la squadra”. E i giocatori “non dovrebbero abbracciarsi dopo il gol: vale per tutti anche ai funerali, non vedo perché non debba valere per una partita. Non bisogna avere contatti che mettano a rischio chi ti è vicino”.

Bassetti: “Caso Genoa è la Waterloo dei tamponi”

Quanto a un’eventuale sospensione del campionato di Serie A, Sileri non si sbilancia ma osserva che “quando hai una squadra con 14 positivi anche disputare una partita diventa quasi difficile. Qualunque persona entrata in stretto contatto con un positivo dovrebbe mettersi in quarantena. Se qualcuno del Napoli dovesse risultare positivo, e nel frattempo ha contagiato qualcun altro, capite che si arriva al blocco. Se ci sono casi positivi in due squadre di Serie A che si devono fermare… Se dovessero aumentare i casi, da medico dico che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per 7 giorni sicuri: tamponi a tutti e se trovi altri positivi devi fermarti finché non si esaurisce questo momento di possibile aumento dei casi. Bisogna considerarlo come un focolaio”.

Il ruolo dei tamponi -prosegue Sileri- in alcuni casi è sopravvalutato. E’ ancora adesso l’indagine migliore, però la tempistica è importante. Non è detto che nella fase d’incubazione sia positivo”. “Quest’esperienza insegna che l’uso del tampone deve essere regolamentato, e la quarantena rimane il gold standard per prevenire il contagio: se hai un contatto con una persona che è risultata positiva, dovresti metterti in quarantena. E la mascherina è il presidio più importante, insieme alla distanza”, dice ancora.