Covid, medici Milano: “Su protezioni è fai da te, nulla dal pubblico” 

Pubblicato da in data 29 Settembre 2020

Covid, medici Milano: Su protezioni è fai da te, nulla dal pubblico

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Pubblicato il: 30/09/2020 18:49

“A Milano, sul fronte protezioni individuali per i medici” contro il contagio da coronavirus Sars-CoV-2, “siamo messi esattamente come a marzo: la distribuzione di mascherine e Dpi è migliorata nelle aziende ospedaliere, per i medici del territorio ‘nada de nada’. L’unica cosa che è cambiata è che adesso i disinfettanti e le mascherine si possono trovare su Internet e acquistare online, ma anche nei supermercati o in farmacia. Quindi ricorriamo al ‘fai da te’, perché è inutile aspettare che il pubblico invii i dispositivi di protezione, non ne usciamo”. E’ l’analisi di Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei medici meneghini.

“Oggi il numero di contagiati fra i camici bianchi è anche sceso, perché stanno tutti attenti. Ma i colleghi hanno paura, ed è più che giustificata. Quindi la protezione ce la facciamo noi da soli – dice Rossi all’Adnkronos Salute – Cosa ci aspettiamo? Io cito solo un dato: in Svizzera agli equivalenti dei nostri medici di famiglia danno 50 mascherine filtranti a settimana. Basti sapere questo. Qui ci hanno dato complessivamente da marzo a oggi una decina di mascherine e 2 flaconi piccoli, o uno grande, di disinfettante. Dalla Regione abbiamo ricevuto queste forniture e stop. Per il resto, oggi ci arrangiamo. Facciamo affidamento su donazioni dal Comune, sulle mascherine distribuite dalla Federazione degli Ordini medici, su quelle messe a disposizione dallo Snami, e così via”.

Spesso, riflette il numero uno di Omceo Milano ricordando anche i morti e i contagi fra i camici in una delle regioni più colpite nel clou dell’emergenza Covid, “si pensa che i medici che lavorano come liberi professionisti si debbano comprare da sé i Dpi. Eppure, se tu Stato li proteggi, non fai un favore alla categoria, ma ai cittadini. Perché il medico vede tanta gente, è un potenziale super diffusore. Da questo punto di vista è una ragione di igiene e sanità pubblica, e invece i camici bianchi attivi sul territorio non sono primi nei pensieri degli amministratori pubblici”.

“Ora la situazione è ancora tranquilla perché il materiale anti contagio è facilmente reperibile sul mercato, anche se già cominciano a salire i prezzi. Quindi uno mascherine e disinfettanti se li compra e buonanotte. In un mondo normale non dovrebbe essere così. Non è un problema economico, ma pratico: evitare che il virus corra”, conclude Rossi.


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