“Vergogna”, “horror show”: dibattito Trump-Biden nella bufera  

Pubblicato da in data 29 Settembre 2020

Vergogna, horror show: dibattito Trump-Biden nella bufera

(Afp)

Pubblicato il: 30/09/2020 10:42

“E’ stato uno spettacolo epico, il punto più basso della politica presidenziale, un nuovo marchio della vergogna nazionale”. Così Politico commenta il dibattito della notte scorsa tra Donald Trump e Joe Biden, sottolineando che si è trattato di uno spettacolo “inguardabile”. “Questa macchia sarà visibile per molti anni in futuro”, aggiunge Politico, affermando che il dibattito di Cleveland “ha cambiato” la storia dei dibattiti presidenziali, iniziata negli sessanta, e che finora era rimasta “una delle poche dimensioni della vita pubblica nazionale che aveva conservato una certa aura di solennità”.

”Un dibattito davvero terribile”, caratterizzato dal ”puro caos” scrive la Cnn.

“Il dibattito non ha aiutato Trump a raggiungere Biden, ma l’horror show ha spaventato l’America” commenta Usa Today, sottolineando che “nel mezzo di una pandemia mortale, crisi economica e disordini razziali gli elettori americani si meritavano una seria valutazione dei problemi nazionali e una vasta gamma di soluzioni”. “Invece – prosegue il commento del terzo quotidiano più diffuso d’America – hanno avuto un caotico festino di insulti che era come uno di quegli orribili film che lasciano il pubblico più stupido quando esce dalla sala”.

Non mancando di criticare Biden, in particolare per essersi lasciato andare anche lui chiamando il presidente clown, il giornale conclude che alla fine il democratico è apparso “come l’adulto nella stanza che ha espresso dei punti” interessanti. Mentre Trump viene definito come “il bullo nella mensa scolastica che molesta le persone per attirare l’attenzione” con le sue uscite piene di “statistiche senza senso e vere e proprie bugie”.

“Mi pare che l’incontro tra Trump e Biden – l’ennesimo tra due candidati presidenti dal 1960 ad oggi – sia stato un momento molto avvilente per la democrazia americana, perché contrariamente al passato non c’è stato un confronto di opinioni, programmi, visioni, progetti per l’America ma soltanto uno scontro molto confuso, fatto di insulti da parte di Trump ai quali Biden ha risposto come poteva” afferma lo storico e scrittore Massimo Teodori, americanista, professore ordinario di storia e istituzione degli Stati Uniti.

“Nel complesso – spiega, dando una valutazione dell’esito del confronto – Trump, oggi abbastanza indietro rispetto a Biden, sia nel sondaggio nazionale sia nei più importanti sondaggi degli stati in bilico, non è stato capace di risalire la china. Vedremo poi come andrà a finire tra un mese”. “Considerando la diversa abilità televisiva dei due – prosegue – credo che Biden si sia ottimamente difeso”. L’ex vicepresidente – ricorda Teodori, parlando con l’Adnkronos – “non è un animale televisivo come Trump, che invece è un animale televisivo adatto agli scontri e che si è formato su uno show come ‘The Apprentice’ e non su una carriera, una storia, una tradizione di carattere politico”.

Proprio in considerazione di questo Biden si è ottimamente difeso “perché non si è fatto sommergere dall’irruenza e dalla rabbia di Trump”. “‘Rabbia’ che è proprio il titolo dell’ultimo libro di Bob Woodward – osserva ancora Teodori – che ha fatto 18 interviste alla Casa Bianca, ha intitolato il volume ‘Rage’ e descritto l’atteggiamento da cane rabbioso di Trump rispetto a tutti e a tutto”.

Quanto al possibile esito del voto, “ad oggi secondo i sondaggi e le previsioni Biden dovrebbe essere eletto tranquillamente, tuttavia siccome in queste elezioni sarà molto importante il voto postale, e poiché tutte le analisi dicono che il voto postale, che ci sarà in misura molto maggiore che in passato, è in prevalenza di carattere democratico, ci sono avvertimenti molto gravi da parte di Trump a non riconoscere l’avversario qualora vinca. E siccome potrebbe vincere proprio grazie al contributo dei voti postali c’è da aspettarsi qualche colpo di testa di Trump, attorno al quale si stanno già organizzando le milizie armate dei suprematisti bianchi”.

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