Da Berlusconi a Trump, i leader mondiali positivi al Covid 

Pubblicato da in data 1 Ottobre 2020

Da Berlusconi a Trump, i leader mondiali positivi al Covid

Fotogramma /Afp

Pubblicato il: 02/10/2020 11:08

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è solo l’ultimo di una serie di leader mondiali risultati positivi al test per il coronavirus. In Italia, il leader di Forza Italia ed ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, 84 anni, è risultato positivo per due volte al tampone per il coronavirus ed è stato ricoverato al San Raffaele per 11 giorni. Ora è in quarantena ad Arcore.

Il primo grande leader mondiale a essere ricoverato per coronavirus è stato il premier britannico Boris Johnson, trasferito lo scorso 6 aprile nel reparto di terapia intensiva dopo il peggioramento dei sintomi. Assistito con l’ossigeno, ma non intubato, Johnson ha espresso la sua gratitudine al servizio sanitario nazionale, dicendo che gli era stata salvata la vita e che senza l’assistenza ricevuta ”sarebbe potuta andare diversamente”.

In Gran Bretagna anche l’erede al trono, il principe Carlo, è risultato positivo al coronavirus, così come il ministro della Salute Matt Hancock. Contagiato dal Covid-19 anche il negoziatore europeo per la Brexit, Michel Barnier.

In Brasile, terzo Paese al mondo per numero di contagi e secondo per vittime, il presidente Jair Bolsonaro a luglio ha annunciato di aver contratto il Covid-19 e di curarsi con l’idrossiclorochina. Per mesi aveva messo in dubbio la contagiosità del coronavirus, evitando il distanziamento sociale e uscendo senza mascherina.

Anche il presidente dell’Honduras Juan Orlando Hernandez e sua moglie a giugno hanno annunciato di essere risultati positivi al Covid-19. Hernandez ha quindi intrapreso quella che ha definito ”la cura del Mais”, una combinazione sperimentale e non testata di microdacyn, azitromicina, ivermectina e zinco che l’Honduras sta promuovendo come metodo economico per combattere l’infezione.

A settembre è stata la volta del presidente del Guatemala Alejandro Giammattei, che in un discorso televisivo ha detto di avere ”sintomi modesti, come un brutto raffreddore”. Di avere ”un po’ di tosse, ma non febbre” e di continuare a lavorare da casa.

Nell’America Latina colpita dal coronavirus non è stata risparmiata neanche Jeanine Anez, presidente ad interim della Bolivia, che a luglio ha iniziato a lavorare in isolamento. Il neoeletto presidente della Repubblica dominicana Luis Abinader ha contratto il coronavirus durante la campagna elettorale e ha trascorso un periodo di quarantena prima delle elezioni di luglio.

L’Iran, epicentro della prima ondata di coronavirus in Medioriente, ha visto numerosi suoi funzionari positivi al Covid-19. Tra questi, anche due vice presidenti della Repubblica islamica, Eshaq Jahangiri e Massoumeh Ebtekar, oltre al vice ministro della Salute Iraj Harirchi. Nel Parlamento di Teheran è risultato positivo il suo presidente, Ali Larijani, e almeno 23 deputati.

In Russia, ad aprile il primo ministro Mikhail Mishustin ha annunciato in tv di essere risultato positivo al test per il Covid-19. Anche il portavoce del presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha contratto l’infezione, così come il ministro ai Lavori pubblici e quello alla Cultura.

In Bielorussia il presidente Alexander Lukashenko, che ha spesso parlato di ”psicosi” coronavirus e ha suggerito di bere vodka per mantenersi in salute, a luglio ha annunciato di aver contratto l’infezione. Contagiato anche il primo ministro armeno Nikol Pashinyan.

In India, secondo Paese al mondo per numero di contagi dopo il coronavirus, il vicepresidente M. Venkaiah Naidu, 71 anni, è risultato positivo senza sintomi. E’ stato invece ricoverato il ministro degli Interni indiano Amit Shah, il numero 2 nel governo del primo ministro Narendra Modi. Il Covid-19 è stato invece letale per il ministro delle Ferrovie, Suresh Angadi, deceduto il 23 settembre per complicanze legate all’infezione.

In Israele, dove è in atto un secondo lockdown per contenere i contagi, ha contratto il Covid-19 il ministro della Salute Yaakov Litzman, leader nella comunità ultraortodossa che ha visto un alto tasso di infezione poiché in molti sfidano le restrizioni sui raduni religiosi. Anche il ministro per gli affari di Gerusalemme, Rafi Peretz, è risultato positivo durante l’estate.

In Spagna sono risultate positive la vice premier Carmen Calvo, ricoverata tre giorni in ospedale, e la moglie del premier Pedro Sanchez. Tra i contagiati vi sono diversi politici, fra cui Irene Montero, ministra per le Pari opportunità nonché compagna del leader di Podemos e secondo vicepremier, Pablo Iglesias. Positivo al Covid-19 anche Quim Torra, capo del governo autonomo catalano.

In Francia è risultato positivo al coronavirus il ministro della Cultura Franck Riester ed il ministro dell’Economia Bruno Le Maire. In Sudafrica, Paese più colpito dal Covid-19 in Africa, sono risultati positivi il ministro delle risorse minerarie e dell’Energia del paese, Gwede Mantashe, e il ministro del lavoro Thulas Nxesi. In Sud Sudan, invece, tra i vari funzionari contagiati anche il vice presidente Riek Machar.

In Australia ha contratto il coronavirus il ministro degli Interni Peter Dutton, ricoverato in ospedale nel Queensland.


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