Juve-Napoli, il don Pietro di ‘Gomorra’: “Ora conta la salute, Agnelli non pensi a profitto”  

Pubblicato da in data 4 Ottobre 2020

Juve-Napoli, il don Pietro di 'Gomorra': Ora conta la salute, Agnelli non pensi a profitto

(Fotogramma)

Pubblicato il: 05/10/2020 18:07

”Agnelli mi ha fatto tornare alla memoria il detto napoletano ‘a lanterna mmano ‘i cecati… Quando ho sentito il presidente della Juventus che si appellava, in maniera cieca e incomprensibile per una persona della sua cultura e preparazione, alle regole della Uefa ho pensato: ‘Ma che sta dicendo? L’ho apprezzato per altre cose, ma stavolta, di fronte all’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, davvero non lo capisco. Non è la regola Uefa che comanda in questo momento, ora conta la salute pubblica, non il profitto di parte“. Lo dice all’Adnkronos Fortunato Cerlino, interprete dello spietato boss Pietro Savastano nella serie tv ‘Gomorra’.

L’attore napoletano non si capacita per quanto accaduto ieri sera allo Juventus Stadium, dove è andata in scena una ‘partita fantasma’, con i bianconeri soli in campo e il Napoli rimasto a casa per lo stop della Asl a causa dei contagi di Zielinski ed Elmas. Cerlino è tifoso azzurro ma vuol mettere da parte per un attimo la passione calcistica e invitare tutti, a cominciare dal presidente della Juve Andrea Agnelli, a riflettere sulla fase delicata che stiamo attraversando: ”Non può essere un regolamento Uefa”, introdotto anche in Italia ”a dettare legge, perché è fallibile, visto che risulta impostato su altri criteri e non su quello della tutela della sanità pubblica”.

“Ora – dice – dobbiamo affrontare il problema della sicurezza di tutti”. Cerlino non ha dubbi: ”Penso che sia giusto riscrivere il regolamento Uefa adeguandolo alle norme di sicurezza nazionale. E’ il regolamento che deve piegarsi alle necessità della situazione in corso, non certo il contrario”. La partita, dunque, va rigiocata? ”Direi più che rigiocata, va ancora giocata…”, replica con un sorriso.

“Quello che mi ha colpito – sottolinea l’attore – è quando hanno chiesto ad Agnelli come si sarebbe comportato a parti rovesciate e lui ha risposto che avrebbe fatto comunque partire i suoi giocatori e che l’Asl di Torino non avrebbe mai diffuso comunicati come quella di Napoli. Se ragioni in termini di profitto – avverte – allora non hai compreso la gravità della situazione. Il Covid, per quanto sia un mostro, ci sta chiamando alla responsabilità, una parola che fa paura alla gente”.

“Agnelli – spiega Cerlino – ha perso una grande occasione. Avrebbe dovuto supportare De Laurentiis al quale va il mio plauso per non aver lasciato partire la squadra, facendo la cosa giusta, secondo me. Il presidente della Juventus avrebbe dovuto capire che questo è il momento della responsabilità e non si può ragionare in termini di profitto. Adesso conta la salute pubblica, punto. Mi sarei aspettato una grande complicità con De Laurentiis e invece è prevalsa la mentalità aziendalistica”.

L’artista napoletano vede con preoccupazione ”tutta questa corsa alla normalità. Ci vogliamo rendere conto che non stiamo vivendo un momento normale? La fretta di tornare alla normalità è pericolosissima. Il Covid, invece, ci sta chiedendo responsabilità. Eppure responsabilità sembra diventata oggi una parola indigesta. La gente – insiste – è vittima di una rimozione di massa, è come quando togli il giocattolo al bambino e lui piange… Si sta dimostrando un’immaturità di massa pazzesca”.


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