M5S, crollo donazioni e casse vuote: per regionali si attinge a fondo europee 

Pubblicato da in data 7 Ottobre 2020

M5S, crollo donazioni e casse vuote: per regionali si attinge a fondo europee

Foto Fotogramma

Pubblicato il: 08/10/2020 19:28

Di Antonio Atte

Attivisti da coinvolgere, rapporto con la base da recuperare, legame con i territori da ricostruire dopo mesi di emorragia di consenso. Nel percorso che porta agli stati generali di novembre, il Movimento 5 Stelle, oltre al tema del rinnovo dei vertici, ha un’altra ‘mission impossibile’ da realizzare, ovvero riaccendere l’entusiasmo di un elettorato che, anche dal punto di vista economico, ha smesso di investire nel progetto M5S.

Le elezioni regionali rappresentano solo l’ultimo esempio di come i pentastellati – un tempo alfieri delle micro-donazioni dal basso – siano oggi costretti ad attingere alle risorse dei ‘portavoce’ o al fondo cassa di precedenti tornate elettorali per finanziare la corsa al voto locale. “Abbiamo assistito a un crollo verticale delle donazioni degli attivisti”, si sfoga con l’Adnkronos un deputato che ha fatto parte della macchina organizzativa delle ultime regionali. “‘Pizzate’ e fundraising sono ricordo del passato. Ora ci affidiamo alla ‘generosità’ degli eletti e nemmeno tutti i parlamentari collaborano…”.

Come si legge nel documento relativo alle ‘Erogazioni ai partiti e ai movimenti politici iscritti nel registro nazionale’, depositato in Parlamento, la ‘fetta di torta’ più grande dei fondi erogati a sostegno dei Comitati regionali M5S è rappresentata infatti dalle donazioni del Comitato 5 Stelle per le elezioni europee dello scorso anno, che ha chiuso l’ultimo bilancio con un avanzo di 113mila euro.

Per esempio, nelle casse del Comitato pugliese ‘Antonella Laricchia Presidente’ lo scorso 3 agosto sono arrivati 23.830 euro, che si aggiungono ai versamenti effettuati da parlamentari come Barbara Lezzi, Pasquale L’Abbate, Giovanni Vianello e altri.

Nello stesso documento – dove compaiono i soggetti che “hanno erogato finanziamenti o contributi di importo superiore, nell’anno, a euro 500” – vengono segnalati anche i 22.951 euro versati dal Comitato per le europee, presieduto dal socio di Rousseau Pietro Dettori, al Comitato per le elezioni regionali toscane.

Al Comitato ‘Gianni Mercorelli Presidente’ (Marche) sono arrivati 16.478 euro, cifra simile a quella erogata a favore del Comitato 5 Stelle ligure che ha sostenuto la candidatura giornalista Ferruccio Sansa (16.553 euro). Al Comitato campano per ‘Valeria Ciarambino Presidente’ è andato l’importo più grande, 29.035 euro.

“Ripartire dai territori”: questo il refrain delle ultime ore, mentre si consuma lo scontro tra lo stato maggiore M5S e l’Associazione Rousseau di Davide Casaleggio in vista del decisivo appuntamento congressuale del 7-8 novembre. Il capo politico Vito Crimi ha voluto puntare proprio sui territori, affidando ad assemblee provinciali e regionali il compito di produrre documenti programmatici che confluiranno in un documento finale, sottoposto al voto degli iscritti.

E il finanziamento ai territori per continuare a tenere in vita la struttura locale del M5S sarà uno dei temi caldi dei prossimi stati generali. L’europarlamentare Dino Giarrusso, per esempio, nella sua mozione chiede che una quota delle restituzioni degli eletti nazionali “venga impiegata per pagare sedi locali, materiale divulgativo e sostenere le spese sui territori”.

I promotori del think tank ‘Parole Guerriere’ invocano la trasformazione del M5S in un vero e proprio partito, senza giri di parole. Ma è questo il punto su cui potrebbe consumarsi il definitivo strappo con Davide Casaleggio. Nell’ultimo, duro comunicato postato sul Blog delle Stelle il figlio di Gianroberto è stato chiaro: “Qualora si avviasse la trasformazione in un partito, il nostro supporto non potrà più essere garantito”.


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