Covid, pericolo droplet per le orchestre: si cerca la soluzione scientifica 

Pubblicato da in data 8 Ottobre 2020

Covid, pericolo droplet per le orchestre: si cerca la soluzione scientifica

Pubblicato il: 09/10/2020 13:30

Cosa succede esattamente quando si canta o si suona uno strumento a fiato? In tempi di Covid-19 l’emissione di droplet necessita di adeguate misure di sicurezza: distanziamento, barriere, aerazione e tutto ciò che possa limitare efficacemente un possibile contagio. Ma non potendo usare la mascherina, in particolare durante l’attività degli strumenti a fiato, a quale distanza minima devono stare gli strumentisti e i cantanti? Per quanto tempo permane nell’ambiente l’aerosol? Ci sono differenze di rischio nell’emissione di fiato tra un clarinetto, un flauto, una voce che canta? Per rispondere in modo scientifico a dubbi che riguardano la salute dei musicisti e del pubblico di tutto il mondo, e per fornire dati indispensabili a istituire fondati protocolli di sicurezza, nasce a Parma un progetto di ricerca a cura dell’Università di Parma e del Conservatorio di Musica Arrigo Boito di Parma.

Lo studio si basa su una convenzione di collaborazione scientifica tra l’Università e il Conservatorio, ed è condotto mediante sofisticate tecniche d’analisi dai gruppi di ricerca coordinati dai docenti Ruggero Bettini (Dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco) e Sandro Longo (Dipartimento di Ingegneria e architettura). In particolare, il progetto riguarda lo studio sistematico della propagazione dell’aerosol di goccioline di saliva da parte della voce cantata, sia maschile sia femminile, e dei principali strumenti a fiato delle famiglie dei legni e degli ottoni. Lo studio si baserà sulle performance di cantanti e di alcuni strumentisti messi a disposizione dal Conservatorio di Parma.

Obiettivo è quello di ottenere un quadro, possibilmente esaustivo, della situazione che si crea durante una performance musicale, di valutare il rischio associato a quest’ultima in differenti situazioni ambientali, e di analizzare l’impatto di possibili misure di mitigazione.

Il progetto, che attualmente si trova nella fase di messa a punto del piano sperimentale, sarà realizzato “in tempi molto stretti”, fanno sapere gli ideatori, in modo da poter giungere nell’arco di poche settimane a conclusioni basate su solide evidenze scientifiche che permettano di fornire le risposte che il mondo della musica attende con urgenza.


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